Sartori: «Insieme faremo grande l’Acegas»

TRIESTE. L’arrivo di Mauro Sartori è un tassello importante nei ranghi operativi dell’Acegas e chiude il buco che si era creato con l’emarginazione del general manager Dario Bocchini ad altro incarico più periferico. Sartori sarà il coordinatore dell’attività. Definizione che altro non è se non una capriola semantica per celare la sua vera sostanza ed evitare quindi di avere due general manager in società, uno di nome e l’altro di fatto. «Si è creato tutto in pochi giorni - spiega Sartori -. C’è stato prima un contatto, poi una riflessione, quindi una comunione di idee, di modi di pensare e la cosa è andata in porto». Prima giocatore, poi 3 anni da team manager (il primo alla Reyer Venezia, gli ultimi due alla Benetton Treviso), adesso il salto di qualità: l’organizzazione generale di un club.
Sartori, le tremano i polsi?
Mah, i timori ci sono. Perchè vorrei saper già fare bene tutto, ma questo penso non sia possibile subito, visto che bisogna prima imparare. Secondo me la scuola migliore è il campo e io tante situazioni le ho vissute prima da giocatore e negli ultimi anni da team manager. Magari non ho operato direttamente, ma ho visto le cose con i miei occhi e ho cercato di capire come si fa. Adesso, con l’aiuto di persone competenti come quelle che ho al fianco qui a Trieste, potrò migliorare di giorno in giorno.
Quali priorità operative si è posto o le hanno posto?
Vengo da una situazione top come Treviso e la prima cosa che mi salta all’occhio è l’assistenza ai giocatori. Loro devono poter pensare solo ad allenarsi e giocare nel miglior modo possibile, senza preoccuparsi di altro. Nel supporto a loro, qualche piccola lacuna va colmata. Un’altra priorità è senza dubbio la creazione di una rete di relazioni con i nostri partner commerciali, un loro coinvolgimento maggiore in quest’avventura, così come bisogna potenziare la comunicazione e il rapporto con i tifosi, che sarà da seguire e migliorare.
Senta, suo malgrado si troverà a gestire anche un caso spinoso: fra le persone che dovrà coordinare c’è anche Dario Bocchini...
A me di Bocchini non hanno detto niente. Mi hanno assunto come coordinatore generale delle attività, ma non mi è stata fatta parola dei rapporti con Dario e non sono io che deciderò cosa fargli fare. Mi rendo conto che da questo punto di vista la mia situazione può essere scomoda e anche un po’ antipatica. Ma non sono venuto qui per fare fuori Dario, che tra l’altro conosco da molti anni.
Ha dato un occhio alla squadra. Cosa le sembra?
Abbiamo preso due giocatori di affidabilità sicura come Brown e Thomas; Filloy è un ottimo innesto che insieme a Carra permetterà a Ruzzier di crescere molto e bene. Mescheriakov, per quanto non sia dotato come suo fratello, è comunque molto positivo perchè ha una grande predisposizione al lavoro e all’apprendimento.
E i giovani?
A parte Ruzzier, che ormai è una certezza nonostante la giovane età, a me piace Urbani. L’avevo visto alle finali nazionali juniores a Udine, qui l’ho trovato già un po’ più maturo, sebbene si veda che è ancora molto giovane. I due ragazzi di Roma, col fisico che hanno, possono diventare molto importanti per la squadra soprattutto se si mettono in testa che in una squadra non si primeggia solo se si segnano venti punti, ma se si comincia dalle cose più facili. Non tutti siamo nati Kobe Bryant, dotati di talento infinito. Quindi bisogna rendersi conto che la carriera va costruita a piccoli passi, uno dopo l’altro.
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