Scossone inatteso al Tour attardati Pinot e altri big Viviani secondo allo sprint

epa07718897 Belgium's Wout Van Aert (C) of team Jumbo Visma celebrates his win as he crosses the finish line of the 10th stage of the 106th edition of the Tour de France cycling race over 217,5km between Saint-Flour and Albi, France, 15 July 2019. Italy's Elia Viviani (R) of Deceuninck Quick Step team finishes second. EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
epa07718897 Belgium's Wout Van Aert (C) of team Jumbo Visma celebrates his win as he crosses the finish line of the 10th stage of the 106th edition of the Tour de France cycling race over 217,5km between Saint-Flour and Albi, France, 15 July 2019. Italy's Elia Viviani (R) of Deceuninck Quick Step team finishes second. EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

PARIGI. Doveva essere una tappa di trasferimento, la decima del Tour de France ieri, con un arrivo scontato allo sprint. Una frazione verosimilmente sonnolenta, come quelle che precedono il primo giorno di riposo, sulla strada che, da Saint-Flour porta ad Albi (217,5 chilometri). Niente di tutto questo. La vittoria finisce nelle mani del belga Vout Van Aert, che precede di un battito di ciglia Elia Viviani, delusissimo dall'esito del fotofinish. Il veronese avrebbe meritato di più, perché aveva le gambe esplosive e la sua rimonta negli ultimissimi metri lo testimonia.

L'altra corsa, quella per la generale, è invece un susseguirsi di colpi di scena, sorprese, rovesci e distacchi clamorosi. Il sale è nella coda, o poco prima. Il ventaglio innescato dalla Quick Step e dalla Ineos miete vittime. Anche illustri. Si staccano Vincenzo Nibali, Ciccone, Landa, Porte, Fuglsang, Uran, ma soprattutto Thibaut Pinot che, fra i big, ieri mattina in classifica era il più vicino alla vetta occupata da Julian Alaphilippe (-53”). Il colombiano Bernal, il gallese Thomas e l'altro colombiano Nairo Quintana, trovano posto nei 41 di testa. Il vento che soffia sulle strade del Tarn li premia, respingendo invece la concorrenza. Che dà tutto per recuperare, ma viene frustrata dall'andatura degli uomini Ineos che, con Moscon e Kwiatkowski, dettano un ritmo vertiginoso. Porte, Uran, Mollema, Pinot e Fuglsang arrivano fino ai -15”, ma finiscono col perdere 1'40” all'arrivo. L'Oscar della sfortuna spetta a Landa che fora nel momento sbagliato e chiude a 2'09”, con Ciccone e Aru. Alaphilippe è sempre in giallo, ma adesso alle sua spalle c'è Thomas a soli 1'12”, mentre Bernal è terzo a 1'16”. Pinot scende a 2'33”; prima di lui c'è Ciccone a 2'32”. Uran è a 3'18”, poi gli altri. Oggi riposo. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo