Scrugli, terzino tutta grinta: «La ricetta per la B? Il gruppo»

Il difensore è reduce dalla promozione con il Trapani: «Felice della chiamata della Triestina. Qui c’è tutto per fare bene ed è la mia prima esperienza al Nord»

TRIESTE. Al contrario della Triestina, Andrea Scrugli lo scorso anno è riuscito a essere promosso in serie B. Lo ha fatto con il Trapani, vincendo quei play-off che all’Unione sono rimasti indigesti. Forse anche per questo il terzino classe 1992, con tanta esperienza in serie C fra Akragas, L’Aquila e Andria, è stato il primo nuovo rinforzo.

Scrugli, con che spirito inizia questa nuova avventura?

«Arrivo a Trieste con molto entusiasmo e tra l’altro devo dire che ho trovato un gruppo fantastico, mi sono sentito subito uno di loro».

Cosa l’ha convinta ad accettare la Triestina e a fare la sua prima esperienza al nord?

«Trieste è una piazza che non c’entra proprio nulla con la serie C, per cui una volta avuta la possibilità, non ho esitato nemmeno un attimo. In effetti è la mia prima esperienza al nord, ma non potevo rifiutare Trieste. E poi penso che giocare allo stadio Rocco sia una cosa bellissima».

Milanese l’ha scelta per dare un’iniezione di cattiveria alla difesa e anche per dare maggior spinta e tanti cross: sono queste le tue caratteristiche?

«Sì, i campi del sud generalmente sono molto difficili, si gioca molto sulla fisicità. E io sono un terzino molto offensivo, mi piace attaccare, ma allo stesso momento so che non bisogna esagerare».

Può giocare anche a sinistra, vero?

«Sì, ho giocato qualche volta anche a sinistra. Ovviamente non è la stessa cosa, però mi adatto tranquillamente».

Come mai nella seconda parte dello scorso anno a Trapani ha giocato meno? Scelte dettate dal modulo?

«Ho giocato meno per vari motivi, non per il modulo. Ho avuto dei problemi al flessore destro e poi appena sono rientrato a quello sinistro, quindi in tutto sono stato fuori un mese. In quel periodo il mister ha adattato Costa Ferreira e la squadra stava andava benissimo. Comunque entravo quasi sempre».

Negli ultimi anni c’è stato un infortunio che l’ha bloccata: è stata dura?

«Diciamo che non sono stato molto fortunato con gli infortuni: è stato un periodo molto brutto perché non riuscivo ad uscirne, ero sul punto di smettere. Però per fortuna ormai è acqua passata e ora sto bene».

Visto che col Trapani avete ottenuto la promozione, qual è la ricetta per salire in B?

«Non c’è una ricetta precisa, noi a Trapani non eravamo partiti per vincere il campionato, però sia il mister che noi come gruppo siamo stati sempre uniti».

Quindi la differenza la fa soprattutto il gruppo?

«Sì, il gruppo fa tanto. Qui sono arrivato da poco ma c’è davvero un bellissimo gruppo. E poi contano molto i tifosi: raccomando loro di stare sempre vicini alla squadra, anche nei momenti difficili, perché durante un anno ci saranno sempre dei momenti più duri».

 

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