Soldini si mette in tasca il record della Manica «Un duello a oltre 30 nodi»

Fabio Pozzo

LA STORIA



Sono solo 138 miglia, ma da percorrere a perdifiato se si vuole battere un record di velocità. Meglio, a “cannamorta”, per usare un’espressione che utilizza spesso Giovanni Soldini. E lo skipper milanese ma trapiantato ligure lo ha fatto, tenendo una media di oltre 30 nodi, con punte di 35 nodi, che sull’acqua sono poco meno di 70 chilometri l’ora.

In palio, ieri, c’era un nuovo primato nel cosiddetto Canale inglese, il vero e proprio e storico Record della Manica, che si calcola sul percorso che separa Cowes, il centro dell’Isola di Wight, a Dinard, la località francese. Un pezzo di mondo in cui, durante questa stagione all’inseguimento del cronometro, Giovanni e i suoi si muovono come una pallina da flipper, rimbalzando da una “sponda” all’altra. Di base a Cherbourg, in Francia, prima sono andati a Plymouth e hanno fatto rotta su La Rochelle (record) e poi appunto da Cowes hanno puntato su Dinard.

È andata bene anche questa volta per Soldini, che ha messo in tasca il secondo record della stagione “inglese”, che ha chiuso in 4 ore 30 minuti e 49 secondi, migliorando di 18 minuti il precedente tempo di riferimento, che apparteneva dal 2015 a Phaedo3, l’eterno rivale di Maserati Multi70. Non solo, per aggiungere un po’ di pepe, Soldini ha anche invitato alla sfida un altro avversario abituale, PowePlay (stiamo parlando di trimarani quasi “gemelli”, giganti di oltre 21 metri di lunghezza con foil per alzarsi e volare sull’acqua), con il quale ha duellato in contatto visivo e che ha battuto per poco meno di 4 minuti. «La prima ora è stata piuttosto lenta - racconta Soldini -. Per uscire dal Solent abbiamo dovuto fare 5 o 6 strambate. Una volta nella Manica fortunatamente siamo decollati e siamo partiti a chiodo: abbiamo fatto una traversata molto veloce, con medie fino a 35 nodi. Questo però non era abbastanza per battere PowerPlay, che faceva comunque delle velocità eccezionali. Quello che ha fatto davvero la differenza è stata la rotta: siamo stati super attenti alle traiettorie, in particolare tra le Isole del Canale, e questo ci ha permesso di ottenere questi pochi minuti di vantaggio».

A bordo con lui c’erano Ambrogio Beccaria, Vittorio Bissaro, Guido Broggi, François Robert, Carlos Hernandez Robayna e Matteo Soldini. La stagione non è ancora finita. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Riproduzione riservata © Il Piccolo