Straordinaria Noemi È finalista ai Mondiali e conquista il pass per Tokyo 2020

Grazie alla qualifica conquistata a Gwangju con il quinto posto la Batki si garantisce la partecipazione alla sua quarta Olimpiade 



Meravigliosa Noemi. Vola in finale nei tuffi dalla piattaforma ai Mondiali di Gwangju, in Corea del Sud, e, soprattutto, il quinto posto ottenuto in semifinale le vale la qualificazione a Tokyo 2020. E quella del prossimo anno sarà la quarta Olimpiadi per la ragazza della Triestina Nuoto/Esercito, dopo Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016. Un risultato eccezionale in una disciplina durissima come la piattaforma, nella quale rigore tecnico, disciplina mentale e tenuta fisica (provate a immaginare cosa significa l’impatto con l’acqua a ogni tuffo da 10 metri!) devono essere sempre al top.

Dopo le qualifiche e le semifinali di ieri, oggi Noemi, alle 13.45 ora italiana, affronterà le finali, alle quali arriva con una classifica che la vede inseguire le cinesi Yuxi Chen e Wei Lu e le canadesi Caeli McKay e Meagan Benfeito.

Il primo pass olimpico per i Giochi di Tokyo 2020 per la nazionale italiana di tuffi, il pass di Noemi è giunto al termine di una gara che pure era iniziata in salita: non buonissimo il doppio e mezzo indietro con avvitamento al secondo tuffo (limitando comunque le perdite con un decoroso 54.40) per poi però andare alla stragrande: 68.80 con il doppio e mezzo indietro dalla verticale, 75.20 con il triplo e mezzo ritornato e 67.20 con il doppio e mezzo rovesciato nel quale ha compensato al meglio il coefficiente più basso: 328.60 il punteggio finale, suo record stagionale, per un quinto posto che lascia ben sperare anche in chiave World Series (cui partecipano le prime otto della finale) oltre che spalancare le porte per Tokyo 2020.

Meravigliosa Noemi. Dopo le delusioni culminate con Rio 2016 dove non riuscì a entrare in semifinale, ha saputo rimettersi in gioco per conquistare la qualificazione a quelle che vuole siano le Olimpiadi della rivincita, e ce l’ha fatta.

«Noemi ha fatto tanti sacrifici ma ha raggiunto l’obiettivo: ha dimostrato di avere una forza interiore straordinaria. Sono orgogliosissima di lei» si commuove mamma Ibolja - a sua volta nazionale olimpica ungherese a Barcellona 82 -, che ieri ha seguito la gara di Noemi su un computer piazzato a bordo piscina, alla “Bianchi” dove seguiva i suoi allievi della Triestina Nuoto oggi in partenza per le finali tricolori di categoria di tuffi.

Già, perché dopo le delusioni di Rio, Noemi ha deciso di ripartire da Roma, trasferendosi al centro federale, affidandosi alle cure del tecnico Domenico Rinaldi. «A Trieste le mancava anche il confronto tecnico continuo con gli altri atleti. Non riusciva più a migliorarsi» confida con grande sincerità mamma Ibolja. E a Roma Noemi ha anche dovuto superare lo scetticismo dei suoi stessi compagni di squadra, che la vedevano come la “vecchietta” del gruppo (a Tokyo, la ragazza avrà quasi 33 anni), diventando giorno dopo giorno, con il proprio esempio, la vera “capitana”, la vera leader della nazionale di tuffi.

Ora, dunque, il riconoscimento del lavoro fatto con il pass per Tokyo guadagnato dopo già lo splendido sesto posto finale nel sincro misto con Maicol Verzotto che ha significato la qualifica alle World Series e il settimo nel sincro con Chiara Pellacani, miglior risultato azzurro di sempre. Oggi, l’attende la finale della sua gara, la piattaforma. Noemi vuole stupire ancora. —

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