Tesser ancora in campo per allenare la Triestina: il mistero rimane irrisolto

Nessuna comunicazione dalla società sull’esonero verbale: così il tecnico continua il suo lavoro con la squadra al Grezar

Ciro Esposito
Tesser martedì in campo per allenare la squadra (foto Andrea Lasorte)
Tesser martedì in campo per allenare la squadra (foto Andrea Lasorte)

Attilio Tesser è ancora alla guida della Triestina. Alle 15.15 di martedì è entrato in campo a dirigere l’allenamento come aveva fatto il giorno prima. «Io continuo a fare il mio lavoro, il resto va chiesto alla società» ha detto il tecnico.

E fa bene perché è un suo diritto-dovere posto che a 48 ore dalla comunicazione verbale della sollevazione dell’incarico non sono seguiti gli atti formali necessari a rendere operativa la decisione.

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Il fatto per una società professionistica è probabilmente un unicum mondiale. Così come è un fatto inconsueto che il club non abbia sentito finora la necessità di smentire il fatto o di spiegare il perché di un eventuale ripensamento (sempre possibile) o i motivi del ritardo nell’applicazione pratica di una decisione presa.

Nessun comunicato e una certa ritrosia a rispondere alle sollecitazioni. Resta soltanto come motivazione dell’impasse quei «problemi burocratici» citati a denti stretti dal diesse Michele Franco.

Le ipotesi sul tavolo

In assenza di chiarezza sui motivi dell’interruzione tecnica dell’operazione-esonero si può avanzare qualche ipotesi. Posto che di questi tempi un problema burocratico formale (e non di sostanza) dovrebbe essere facilmente superabile, se non in un giorno almeno in due, anche da remoto vista disponibilità di mezzi on-line è più probabile che qualcos’altro non abbia funzionato.

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L'allenamento di Tesser dopo l'esonero (Lasorte)

Tesser all’indomani della comunicazione verbale è stato convocato in sede. E la stessa sollecitazione è stata indirizzata al subentrante in pectore (anche lui sotto contratto) Giuseppe Marino che infatti in fretta e furia è arrivato a Trieste con il suo staff. Cosa può essere successo in quell’incontro mattutino sul cui contenuto tutte le bocche restano cucite.

Il datore di lavoro, fatto consueto in tutti i campi e non solo nel pianeta calcistico, potrebbe aver chiesto al tecnico la disponibilità a una rescissione consensuale (o addirittura alle dimissioni). I nuovi soci americani infatti non hanno mai nascosto la necessità di ridurre quanto più possibile i costi di gestione. Strategia legittima e comprensibile vista la situazione finanziaria ereditata e anche quella della gestione corrente.

Non essendo stato trovato un accordo l’operazione, già poco logica e sensata sul piano sportivo, avrebbe perso anche il suo senso economico. Meno plausibile perché meno evidente potrebbe essere che all’origine dello stallo ci sia stata una divergenza di vedute all’interno del board. In ogni caso la situazione incerta non giova all’immagine della Triestina e men che meno al lavoro del gruppo squadra.

La tenuta del gruppo

Una delle poche cose da salvare in una stagione già compromessa per effetto delle penalizzazioni è stata l’encomiabile tenuta del gruppo. Una situazione di incertezza come quella creata in questi giorni, sommata alle partenze di mercato, non giova certo alla tenuta psico-fisica e agli stimoli dei calciatori. Tesser è un superprofessionista e sa trasmettere i valori di orgoglio e dignità ai suoi giocatori ma non ci sarebbe da stupirsi se sul campo quella resistenza elogiata finora finisse per vacillare. Certo questo aspetto sarebbe poco influente su un destino che, anche per i mancati rinforzi, appare al momento ineluttabile ma può intaccare quel riconoscimento che i tifosi hanno verso il gruppo-squadra.

Lo scoramento

Come se la situazione avvilente già non fosse sufficiente quest’ultima mossa rimasta in sospeso ha ulteriormente logorato l’umore dei tifosi. Nessuno si aspettava rimonte quasi impossibili, o immediati investimenti milionari ma lo zoccolo duro è sempre rimasto al fianco dei giocatori e da un allenatore che gode di una stima quasi unanime. La sottoscrizione di oltre 400 mini abbonamenti lo testimonia. Ed è legittimo che i supporter si sentano traditi o presi in giro dalle scelte del nuovo board. Non è certo la base ideale per costruire qualcosa di solido nel futuro pur partendo dalla serie D.

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