Timavo, il dopo Cristin inizia nel segno di Tedesco
Il nuovo respoonsabile tecnico del canottaggio si presenta: «Voglio che i ragazzi imparino a frequentare con costanza il club: allargare la base il primo obiettivo»

MONFALCONE. L’eredità è pesante, ma l’entusiasmo è grande e le motivazioni non mancano.
Spetta a Lorenzo Tedesco, quattro volte campione del mondo (tre nel coastal rowing, una nei Pesi Leggeri, il primo ottobre scorso sul quattro senza azzurro a Sarasota, negli Usa), trainare nel futuro il canottaggio Timavo, magari, chissà, arrivando fino al 2020 quando la più antica società sportiva monfalconese festeggerà il proprio centenario. Alle spalle ci sono 22 anni di gestione firmati Claudio Cristin, con innumerevoli titoli e risultati di prestigio, ma questo non spaventa l’ormai ex atleta del Saturnia.
«Ovviamente ci sarà un periodo di transizione, anche perché non conosco i programmi di Cristin – spiega il campione triestino –: i ragazzi sono abituati a una certa metodologia e io dovrò prima conoscerla per poi implementare le mie idee. In ogni caso ciò che conta nel nostro sport è la costanza e la qualità del lavoro. Si dice che il canottaggio sia prima di tutto sacrificio ma a me questo termine non piace, mi piace invece parlare di investimento su se stessi. Questa è sempre stata la mia mentalità, voglio che lo sia anche per i ragazzi». Quella che ha portato Tedesco a raggiungere lo zenit, ed è proprio perché non era possibile raggiungere livelli superiori che l’atleta classe 1990 ha deciso di lasciare l’agonismo e iniziare, partendo dal biancoblù, la carriera da allenatore. «Ho smesso di gareggiare perché la categoria Pesi Leggeri non ha più prospettive – racconta Tedesco –, né a livello olimpico né mondiale, ma allo stesso tempo volevo restare nel mio sport. Farlo come tecnico mi permette di trasferire le mie conoscenze».
Farlo alla Canottieri Timavo, poi, rappresenta di per sé un marchio di qualità: in via Agraria sono nati non solo titolati campioni (uno dei quali, l’iridato Giuliano De Stabile, sarà suo coadiutore, come da termine tecnico federale, ovvero collaboratore tecnico esterno) ma anche grandi tecnici, basti pensare a Spartaco Barbo, ora capo allenatore della nazionale italiana Under 23. «Conosco benissimo la realtà della Timavo – continua il neotecnico – anche perché negli ultimi due anni mi sono preparato qui nei mesi estivi. È una delle società con più potenziale in regione, intanto perché è l’unica società remiera sul territorio goriziano, e pertanto è un punto di riferimento, ma soprattutto perché ha spazi ampi e un campo di allenamento da fare invidia anche alle società nazionali più blasonate». Per questo saranno proprio gli spazi di via Agraria la base del nuovo progetto. «Sfrutteremo le strutture per portare i ragazzi a vivere la Timavo – conclude Tedesco –: la frequentazione della società è basilare per creare l’ambiente giusto. Solo così si può ampliare la base, il primo obiettivo che ci poniamo».
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