Tonut: «Questa Allianz merita i play-off Importante aver vinto anche senza Lobito»

È l’ospite della puntata di “Aperitivo sotto canestro” insieme a Laquintana sul sito del Piccolo e sulla pagina Facebook
Raffaele Baldini

TRIESTE

Ad “Aperitivo sotto canestro”, il contenitore dedicato al basket visibile sul sito del Piccolo e sulla pagina Facebook, assieme al play biancorosso Tommaso Laquintana, è ospite l'esperto occhio critico di Alberto Tonut, spettatore attento delle vicende relative all'Allianz Trieste, fresco di compleanno.

In un primo tempo seguito alla televisione c'è la sintesi di Tonut del successo biancorosso contro la Carpegna Pesaro: «Ho visto una squadra che ha approcciato benissimo al match, con intensità e con tanta voglia. Neanche il tempo, però, di godere di cotanto spettacolo che poi ho dovuto subire il secondo quarto. Secondo me la capacità di reagire al contro-break nel terzo parziale di gioco è stata la grande virtù della squadra di Dalmasson».

Un dominante Delia ha approfittato dell'assenza tra gli avversari del lungo Tyler Cain: «Sono d'accordo, Cain per Pesaro è un'assenza che pesa, ma devo anche dire che il roster triestino è più strutturato di quello marchigiano, a prescindere. Non sottovaluterei comunque la mancanza di Juan Fernandez, leader naturale del gruppo biancorosso e soprattutto regista».

A proposito di playmaker, la sfida con Pesaro ha riportato un Tommy Laquintana - l’altro ospite della puntata dell’ “Aperitivo sotto canestro” - in grande spolvero: «Sinceramente ero molto soddisfatto della scelta fatta da Trieste su Tommy la scorsa estate, anche perché l'avevo visto in Supercoppa segnare in ogni modo, anche decisivo in una partita con il tiro della vittoria sulla sirena. Poi un'involuzione inaspettata, soprattutto nelle letture cestistiche che, come sempre accade, portano a cattivi tiri. Adesso ha una grande occasione, quella di poter recuperare il terreno perduto in una squadra vicinissima ai play-off».

Sempre parlando di singoli, appare evidente uno scollamento fra il cuore e l’intensità della "vecchia guardia" ed un americano in particolare, Myke Henry: «Quando guardo le partite mi affido molto al linguaggio del corpo dei giocatori, scruto le loro facce e capisco che partita potrebbero giocare. Henry ha dimostrato di avere qualità ma oggettivamente sta facendo poco e passivamente per contribuire al bene della squadra».

Tutto sommato il gruppo però è ad un passo da un traguardo importante come quello dei play-off, non proprio una sorpresa per Alberto: «Non per vantarmi ma ero fra i pochi ad inizio stagione che vedevano l'Allianz fra le prime otto. Certo, il Covid poteva sovvertire ogni pronostico della vigilia, e potrà farlo in chiave post-season, ma intuivo buone radici nel gruppo».

Un ultimo off-topic come direbbero i moderni, un logico riferimento alla notizia che gira con insistenza di un possibile approdo del figlio Stefano all’Armani Milano: «Da adesso in avanti si parlerà tanto di mercato, soprattutto per Stefano che fin qui ha disputato una stagione fantastica. Per adesso il suo contratto con l’Umana Venezia è blindato, almeno fino al prossimo anno, anche se, soprattutto se Walter De Raffaele dovesse cambiare panchina, la Reyer potrebbe chiudere un ciclo storico per aprirne un altro, con presupposti diversi». —



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