Tracce di felicità azzurra: Tamberi salta oltre Rio Nadia Battocletti va in finale nel nome di papà

Atletica: la mezzofondista vola nei 5000, Gianmarco nell’alto superando quota 2,28 
Angelo Di Marino
epa09378525 Gianmarco Tamberi of Italy reacts after an attempt in the Men's High Jump qualification during the Athletics events of the Tokyo 2020 Olympic Games at the Olympic Stadium in Tokyo, Japan, 30 July 2021. EPA/DIEGO AZUBEL
epa09378525 Gianmarco Tamberi of Italy reacts after an attempt in the Men's High Jump qualification during the Athletics events of the Tokyo 2020 Olympic Games at the Olympic Stadium in Tokyo, Japan, 30 July 2021. EPA/DIEGO AZUBEL



INVIATO A TOKYO

L’Italia che non ti aspetti. È quella dell’atletica che celebra a modo suo la prima giornata di gare a Tokyo. Lo fa con due assi, Gianmarco Tamberi e Nadia Battocletti, calati nel silenzio dell’Olympic Stadium che per loro rappresenta il più bello dei mondi possibili.

Nadia Battocletti si è qualificata per la finale dei 5.000 metri. Trentina, 21 anni, Battocletti ha chiuso la sua batteria al terzo posto con un super tempo: con 14’55”78 ha frantumato il suo personale di tre secondi e realizzato la migliore prestazione italiana under 23, regalandosi la qualificazione diretta alla finale. La mezzofondista trentina ha praticamente costruito la gara perfetta, affrontando come una veterana la batteria di qualificazione. «È la mia prima esperienza in campo internazionale – commenta – e credo sia già tantissimo quello che ho fatto, ma voglio migliorarmi ancora. Ce la metterò tutta. Ho i brividi perché certe rivali le vedevo in televisione correre a Londra e a Rio e mi chiedevo: come fanno? Negli ultimi giri pensavo a quando le vedevo tutte in fila. Ora sono con loro». Nadia ha come coach il papà, Giuliano, ex del mezzofondo azzurro. Anche la madre, Jawhara Saddougui, ha un passato da atleta sulle piste marocchine. L’italiana ha l’undicesimo tempo complessivo tra le qualificate alla finale in programma lunedì alle 14,40 (ora italiana).

Un’altra boccata di ossigeno puro è arrivata nelle eliminatorie della mattinata. Gianmarco Tamberi è riuscito a staccare il biglietto utile per partecipare alla finale del salto in alto, cinque anni dopo il sogno perduto di gareggiare a Rio de Janeiro. L’atleta marchigiano, 29 anni, si è qualificato superando quota 2,28 insieme ad altri 12 finalisti, e promette subito «una domenica magica: e vedrete, magica lo sarà di sicuro». L’obiettivo era cancellare l’assenza a Rio, quando un legamento della caviglia rotto alla vigilia dei Giochi mandò all’aria anni di preparazione: «L’inferno che ho passato lo conoscono tutti: ora sono qui e me la voglio godere, devo solo trovare il salto giusto». Appuntamento a domani alle ore 12,10 italiane.

Niente da fare, invece, per l’altra azzurra Dariya Derkasch nel salto triplo. Manca la finale olimpica anche la staffetta nella 4x400 mista. Il quartetto italiano composto da Edoardo Scotti, Alice Mangione, Rebecca Borga e Vladimir Aceti ha chiuso la propria batteria al quinto posto: pur facendo il nuovo record italiano, resta fuori.

La giornata inaugurale dell’atletica si è chiusa con l’assegnazione delle prime medaglie, quelle dei diecimila metri uomini. La vittoria è andata all’etiope Selemon Barega, che ha preceduto gli ugandesi Joshua Cheptegei (quello con le super scarpe) e Jacob Kiplimo. L’azzurro Yeman Crippa si è piazzato all’undicesimo posto: «Mi aspettavo tutta un’altra gara invece è stata a strappi – ha dichiarato Crippa –. In questo tipo di gare tattiche devo imparare a gestirmi un po’ di più. Peccato, sarà tutta esperienza per i cinquemila metri». Per festeggiare l’oro Barega ha esultato come Abebe Bikila, la leggenda della maratona che vinse il suo secondo oro olimpico a Tokyo nel 1964, dopo quello a piedi scalzi di quattro anni prima a Roma. Ai Giochi l’atletica è sempre la regina. Dei cuori. —

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