Trieste in A senza impianto Il Foschiatti non è omologato

TRIESTE
Anche l’hockey in line entra ufficialmente a far parte dell’élite degli sport che il prossimo anno disputeranno una massima serie a Trieste assieme a pallamano, pallanuoto e basket. In attesa dei play off promozione, decisivi per stabilire chi tra Edera e Coralimpianti Tigers meriterà le piste della Serie A, dalle parti di via Boegan si aspetta di definire dove questa potrà essere disputata visto che il Pala Foschiatti, sino ad oggi teatro della cavalcata senza freni dei due club, non è omologato per la categoria più alta.
Quello delle infrastrutture sportive, a Trieste, è un problema innato e mortale per le società coinvolte e il Foschiatti allunga la lista dei complessi trascurati. La distanza tra l’attuale condizione dell'impianto e l’idoneità alla massima serie è misurabile in circa 300 mila euro, da impiegare prima dell’inizio della stagione per interventi su copertura, illuminazione, infrastrutture interne ed il rinnovo del certificato di prevenzione incendi. O l’immobile sarà a norma o verrà interdetto all’hockey, con il conseguente sfratto di Edera e Tergeste che ora condividono lo spazio con l’Accademia di Pattinaggio Artistico. La concessione trentennale, ora in capo all’Edera di Roberto Florean, terminerà a novembre, mese entro il quale il Comune dovrà disporre un bando per individuare una nuova assegnataria od optare per la gestione diretta, ipotesi più plausibile a patto che si trovino le risorse per rendere idonea e regolamentare la tensostruttura.
Il piano B, scongiurabile, è il Pala Pikelc di Opicina: già omologato per la Serie A di hockey in line ma occupato dalle attività del Polet e l’esigua disponibilità di ore per allenamenti e partite, oltre alla distanza dal centro, complicano questa scelta. «Ad oggi il Pala Foschiatti è inagibile – sottolinea il presidente della Fisr Fvg, Maurizio Zorni – e se non si fa qualcosa, Trieste si priverà di un impianto per un campionato di Serie A così meticolosamente cercato. La Tergeste poi, sul territorio dal 2009, sta svolgendo un gran lavoro con giovani e senior praticamente senza una struttura. In tutta la regione non ci sono alternative ma non possiamo pensare di trasferire una nostra squadra in Veneto perché i costi sarebbero insostenibili. Mi auguro che il Comune, con cui abbiamo già avviato un dialogo, riesca a trovare tempestivamente i fondi per non disperdere una ricchezza sportiva della città». La palla, o meglio, il disco passa quindi alle istituzioni che stanno valutando la portata di un rinnovamento che potrebbe anche essere radicale, superando i 300 mila euro inizialmente stimati: «Siamo in attesa di ricevere indicazioni sull’adeguamento antincendio e sulle richieste di omologazione del Foschiatti – ammette Lorenzo Giorgi, assessore all’Immobiliare comunale – nel corso degli anni ci sono stati dei dissapori con l’Edera e verificheremo che la manutenzione ordinaria sia stata eseguita in modo regolamentare, altrimenti chiederemo spiegazioni. Nel frattempo, ci impegneremo a mettere a norma l’impianto e per quanto riguarda il futuro – conclude – non abbiamo alcun problema a dare in mano la struttura a una società seria che valorizzi il Foschiatti e non lo depauperi». —
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