Trieste si rimette al lavoro in piscina con l’obiettivo di un posto in Europa

«Basta nasconderci: vogliamo un posto in Europa». Nell'inconsueta cornice della vasca aperta della “Bianchi” l'allenatore Daniele Bettini conferma quanto già preannunciato da capitan Ray Petronio: la prima squadra maschile della Pallanuoto Trieste vuole volare alto. Con la rosa (quasi) al completo, ieri si è radunato ufficialmente il collettivo del presidente Enrico Samer. Volti abbronzati, sorridenti, rilassati ma con la luce negli occhi di chi ha voglia di far vedere che Trieste vale molto di più di due salvezze consecutive strappate con le unghie. Il più acclamato del gruppo è il baby Andrea Mladossich, che con orgoglio esibisce al collo la medaglia d'oro conquistata con la nazionale Under 17 campione d'Europa. Petronio è già entrato nel suo ruolo di neocapitano andando a coccolarsi tutti i giovani: Danjel Podgornik, Elia Spadoni, Amel Turkovic, Marco Persegatti, Lorenzo Zadeu, Giovanni Diomei. Certo, è strano non trovare nel gruppo Aaron Giorgi. Lo storico capitano alabardato ha deciso di appendere la calottina al chiodo. Stessa sorte per Filippo Ferreccio. “Aaron è stato il Capitano. Sono però davvero felice che a ricoprire questo ruolo ci sia ora Ray perché se lo merita ampiamente”, spiega il direttore sportivo Andrea Brazzatti. Rispetto a Bettini e Petronio, il ds ostenta più cautela: «Sono convinto che abbiamo i mezzi per portare a Trieste qualcosa di più di una salvezza». Il tecnico alabardato conferma: “Abbiamo le fondamenta e la consapevolezza che possiamo giocarcela con tutti. In più abbiamo un giocatore che l'anno scorso è mancato”. Il riferimento è all’universale croato Kristijan Milakovic - che arriverà a Trieste a settembre - giocatore “di esperienza, qualità, in grado di leggere la partita nei momenti clou”. Ieri era assente anche il centroboa serbo Nemanja Vico, che tornerà disponibile il 26 agosto. Presenti tutti gli altri. Tra questi Drasko Gogov e un atleta in rampa di lancio per la nazionale maggiore: Michele Mezzarobba. “Se questo sarà il mio anno? Non lo so, ma spero possa essere l'anno di tutto il gruppo. Solo in modo coeso si possono ottenere risultati prestigiosi, il singolo da solo vale poco”, replica con saggezza Michelino. E se ci si attende anche la crescita del ligure Niccolò Rocchi e del toscano Federico Panerai (quest'ultimo, peraltro, oro alle ultime Universiadi di Napoli), chi appare già carico a mille è il portierone Paolo Oliva: «Puntare ad un posto in Europa? Non è un pensiero assurdo. Io credo che con un gruppo unito potremo dimostrare il nostro valore, ma dovremo fare un salto di qualità a livello mentale». Brazzatti, prima del canonico sermone di inizio stagione, si congeda ringraziando il Centro Federale: «Davvero un grande grazie a Franco Del Campo che ha fatto gli straordinari per riuscire a trovarci un posto nella Bianchi dopo i noti problemi dell'Ausonia». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








