Triestina calcio, crollo totale della difesa

Partenze e infortuni hanno penalizzato la retroguardia: la media dei gol subiti nelle ultima 6 gare è doppia rispetto alle prime 22

Antonello Rodio
Il difensore Matteo Anzolin utilizzato fuori ruolo foto Lasorte
Il difensore Matteo Anzolin utilizzato fuori ruolo foto Lasorte

C’è soprattutto un aspetto che spiega il vero problema alla radice del periodo negativo di risultati della Triestina, ovvero le ultime tre sconfitte consecutive e in precedenza il pesante ko di Arzignano. E il dato è quello del crollo totale della difesa nell’ultimo mese, certificato dall’aumento esponenziale dei gol al passivo dal ritorno di Marino in panchina. Attenzione, non è certo una critica al tecnico campano, perché è evidente che le cause principali del tracollo risiedono nel fatto che il reparto arretrato nell’ultimo periodo tra mercato e infortuni è inesorabilmente sceso di qualità e di quantità, con inevitabili conseguenze sul campo.

I numeri del crollo sono impietosi: nelle ultime 6 partite la Triestina ha preso ben 14 reti subendo dunque 2,33 gol a gara. Fino a quel momento, nelle precedenti 22 partite l’Unione aveva preso 25 reti, per una media di 1,13 gol a partita al passivo. Insomma la squadra alabardata nell’ultimo mese ha preso oltre un gol in più a partita, un dato impressionante. Impressionante come quello che l’ultima partita in cui l’Unione non ha preso reti risale addirittura alla trasferta di Verona con la Virtus dello scorso 22 novembre.

Del resto in campo ci va una difesa priva di quelli che sono stati a lungo i cardini del reparto: a fine gennaio il mercato si è portato via Moretti, che fino a quel momento non aveva saltato nemmeno un minuto, poi è seguito un altro acciacco per Silvestri, che purtroppo saltuariamente deve fare i conti con qualche problema fisico. E così Marino ha avuto i due a disposizione solo nelle prime due partite dal suo ritorno. È arrivato il giovane rumeno Anton che in effetti sembra di buon livello, ma anche lui è rimasto vittima di un infortunio.

E allora adesso Marino deve inventarsi un reparto che contro il Cittadella era composto al centro dal 19enne Kosijer che non giocava da settembre, a destra da Anzolin che continua a improvvisarsi braccetto e per giunta sulla fascia opposta a quella prediletta, e a sinistra il giovane Davis, statunitense catapultato all’improvviso nel calcio italiano dalla quarta serie spagnola. Senza dimenticare che tutti i difensori sono mancini: logico quindi che si incontrino delle difficoltà. Anche perché davanti alla difesa non ci sono più Crnigoj e Ionita a proteggere il reparto, e Jonsson in un centrocampo a due fa più fatica a coprire.

Marino potrebbe apporre qualche accorgimento vista la situazione di emergenza? Una soluzione da provare potrebbe essere quella di passare al 3-5-2, con un centrocampista in più al posto di un trequartista per schermare meglio la difesa, oppure si potrebbe pensare a una difesa a quattro per serrare un po’ le fila, magari con un centrocampo a tre. Ma il fatto che comunque resta soprattutto una questione di giocatori, lo dimostra il fatto che Marino nel suo primo spezzone di stagione con 9 gol presi in 10 partite (0,9 a gara), ha perfino fatto meglio di Tesser, che con 16 gol al passivo in 12 gare ha concluso con una media di 1,33 reti a match.  Numeri che erano comunque soddisfacenti, prima del recente terremoto difensivo che ha fatto precipitare le cose.

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