La Triestina calcio tra dignità e rimpianti
Il pari di Brescia ha dimostrato la forza morale dell’Unione che, con uno sforzo del club, poteva agganciare i playout

Un punto non cambia certo la già segnata stagione della Triestina. Ma il pareggio, perfino un po’ stretto, colto in casa dell’Union Brescia secondo in classifica, è un risultato prestigioso e in fondo un premio che la squadra alabardata si meritava ampiamente. Perché è vero che le partite sono spesso decise da episodi e anche ieri su un rimpallo sbagliato su uno degli ultimi corner sarebbe potuta finire male, ma allo stesso tempo in tante gare precedenti l’Unione non meritava certo di perdere.
A volte è stato un episodio sfortunato, a volte una decisione arbitrale, altre volte una sola disattenzione fatale, fatto sta che questa Triestina solo in un paio di partite ha davvero perso nettamente, per il resto se l’è sempre giocata. Anche quando le speranze di play-out si sono azzerate e perfino adesso senza quattro big partiti a gennaio.
Surplus di cattiveria
Insomma questa squadra, prima con Marino, poi con Tesser e adesso di nuovo con il tecnico campano, merita un grande grazie per aver sempre portato alto il nome dell’Unione in una stagione che vista la situazione avrebbe potuto invece essere una collezione di figuracce. E invece questa Triestina, perfino in condizioni di emergenza totale e chiudendo la partita con un terzetto di difesa composto da un centrocampista e due braccetti improvvisati, ha messo paura all’Union Brescia secondo della classe sul suo campo, in un Rigamonti che non ha mai smesso di tifare.
A fare la differenza anche quel surplus di cattiveria e di attenzione sui calci piazzati che mister Marino invocava da tempo. Una prestazione che in fondo però aumenta i rimpianti, perché ancora una volta si è dimostrato che il livello del girone non era eccelso, che almeno due squadre erano sorpassabili e che poi ci si sarebbe giocati tutto nel distacco da quelle più avanti. Ma è evidente che la società nelle sue varie evoluzioni a una salvezza non ha mai voluto crederci fino in fondo.
Debiti, piano di rientro
Ma proprio a proposito di società, potrebbe esserci qualche novità a breve. C’è innanzitutto la questione del debito accumulato con il Comune di Trieste, circa 470mila euro fra gestione dello stadio e le varie utenze, cifra alla quale andrebbero aggiunte anche le pendenze con la ditta la Gramigna per la manutenzione del manto erboso.
Ebbene dopo l’azione del Comune per il rientro dai crediti che vanta nei confronti della Triestina, da fonti della società rossoalabardata pare che sia pronto un piano di rientro da proporre all’amministrazione pubblica in questi giorni, forse già domani. E questo andrebbe a confermare che il nuovo board sta continuando a lavorare al risanamento societario.
Ritorna D’Aniello?
Ma potrebbero essere giorni decisivi anche per integrare nella dirigenza una figura che possa fare da riferimento per la città e sia un segnale concreto di vicinanza alla piazza, aspetto che finora è mancato con la nuova gestione nonostante i buoni propositi.
E non è un mistero che il nome in pole sia quello di Beppe D’Aniello, per anni segretario generale alabardato e braccio operativo di Biasin e Milanese, nonché figura che sarebbe una garanzia anche per la tifoseria e nei rapporti con le istituzioni. Se tutto questo si tradurrà in realtà, allora si potrà dire che la nuova gestione sta lavorando per il futuro e pensare alla ripartenza dalla D.
Riproduzione riservata © Il Piccolo










