Triestina calcio, trovato l’accordo: la direzione va a D’Aniello
Fumata bianca in società per il ritorno dell’ex segretario con il ruolo di Dg

Adesso ci siamo: per l’approdo di Beppe D’Aniello in casa alabardata si può parlare ormai di fumata bianca o quasi. Diciamo quasi perché finché le cose non sono messe nero su bianco è meglio restare prudenti e le vicende degli ultimi anni della Triestina hanno insegnato che i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. Ma adesso si può ragionevolmente dire che il primo mattoncino affinché il nuovo progetto alabardato nasca sano, è stato messo. Solo il primo, per carità, ma i primi mattoncini sono le fondamenta più importanti su cui costruire qualcosa.
Accordo fatto
L’aspetto più importante è che l’accordo fra la società alabardata e D’Aniello è cosa fatta. Da tempo c’era un’intesa verbale, ma esistevano ancora dettagli da mettere a punto e limature da fare, sulle deleghe e non solo, perché da entrambi le parti si volevano precise garanzie.
Si sa che sulla sponda americana-canadese la velocità difetta ancora un po’ nelle decisioni: ci sono varie anime nella nuova gestione, probabilmente anche visioni diverse su come mettere a punto un progetto per una società calcistica, e non è semplice mettere tutti d’accordo.
Adesso la cosa pare risolta. L’intesa infatti sembra totale e si tratta solo di formalizzare il tutto. Prossima settimana il Cda I tempi perché tutto questo diventi ufficiale? Molto brevi. La prossima settimana, infatti, pare sia stato già fissato un Cda per la nomina di D’Aniello: verranno formalizzate anche le deleghe specifiche. Non è ancora noto il giorno preciso, si sta decidendo su varie date disponibili, ma tutto verrà definito la settimana prossima.
Solo dopo, ovviamente, ci potranno essere finalmente le prime comunicazioni ufficiali della società alabardata dopo mesi di silenzio e si potrà forse iniziare a capire qualcosa di più della Triestina che verrà. Anche del suo assetto societario visto che al momento un presidente non c’è ed esiste solamente un board con Margiotta e Centner.
Le questioni in ballo
La nomina di D’Aniello come direttore generale potrà finalmente fornire un’accelerazione a tutti i dossier sui quali il dirigente stava già lavorando informalmente da tempo. C’è una complessa ristrutturazione del debito da mettere a punto, c’è la querelle sullo stadio Rocco con il Comune da risolvere, con un accordo sul pregresso da formalizzare ma un accordo per il futuro ancora da discutere. C’è poi la sfera organizzativa della società da mettere a punto e quindi naturalmente la parte che probabilmente interessa di più ai tifosi, quella sportiva.
Le scelte sportive
Una parte sportiva che non potrà prescindere come prima cosa dalla nomina di un direttore sportivo che prenda in mano la situazione e decida su allenatore e squadra per il campionato di serie D. Anche in questo senso, la presenza di D’Aniello e la sua credibilità sono una garanzia che le scelte sotto questo aspetto saranno razionali, ponderate e adatte alle sfide che l’Unione dovrà affrontare, e non prenderanno invece strade improvvisate dal sapore di scommesse da vincere.
Un passato di garanzia
Se si ripone tanta fiducia su D’Aniello è per tanti motivi: napoletano di nascita ma triestino d’adozione, è a Trieste che vive con la famiglia e il figlio Raffaele è cresciuto calcisticamente con la Triestina. Ma soprattutto per tanti anni D’Aniello è stato il braccio operativo di Mario Biasin e della famiglia Milanese. All’inizio dell’era del patron australiano, D’Aniello arrivò come segretario generale, proprio per affrontare la stagione di D, e da lì divenne un punto di riferimento della società in tutti gli anni di serie C, con la B sfiorata. Rimase ancora un anno dopo la morte del patron Biasin con la società dei Tiktoker, prima di congedarsi da Trieste.
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