Triestina calcio, Milanese: «Battaglia per la B e per le riforme»

TRIESTE L’amarezza per la sconfitta immeritata di Potenza ha lasciato qualche scoria. Ma la Triestina non si è fermata anzi. Perché la programmazione e la stabilità saranno un elemento decisivo nella stagione che comincerà.
Perché nonostante il calcio, in un modo anche artificiale, sia ripartito, passato, presente e futuro sono segnati dal nemico che è tanto invisibile quanto tangibile nelle vicende del pianeta. Mauro Milanese ha subito confermato la guida tecnica a Carmine Gautieri, sta lavorando sul prolungamento o meno dei contratti dei giocatori, ha predisposto la data del ritrovo (il 17 agosto) e le due settimane di ritiro montano a Ravascletto.
C’è tanto da lavorare per la partenza del 27 settembre ma con l’incognita sanitaria ed economica che pesa come un macigno. Ma la società alabardata vuole migliorare ancora e vuol giocarsi il tutto per tutto mettendo a frutto le esperienze maturate in questi anni di C. Con l’obiettivo di lasciarla alle spalle la C, possibilmente non passando per gli infausti play-off.
Milanese, al netto del Covid, cosa ha insegnato questa strana stagione messa alle spalle?
«Abbiamo imparato che talvolta, anche quando si agisce con logica, le cose possono precipitare. Non mi aspettavo assolutamente una partenza di stagione così negativa, con lo stesso allenatore, sostanzialmente con lo stesso gruppo rinforzato e con un pre-campionato senza sbavature. Il perché di un filotto negativo dopo dieci minuti di follia nel match con il Piacenza non mi è ancora del tutto chiaro. Ma ho anche imparato, e questo è l’aspetto positivo, che non si deve aver paura di cambiare. Così ho fatto a gennaio e i risultati, grazie ai giocatori e allo staff, si sono visti. Purtroppo poi è arrivato il Covid».
E poi anche l’incazzatura di Potenza.
«La squadra si era preparata bene e aveva ripreso la cadenza di gennaio-febbraio. Abbiamo fatto più dell’avversario a Bressanone e siamo passati, abbiamo giocato meglio del Potenza e un’altra decisione arbitrale incomprensibile ha interrotto il cammino. Mi sono fatto sentire in Lega: serve la Var almeno nella fase nazionale. I costi non possono essere un problema quando in palio ci sono promozioni o retrocessioni che valgono per una società milioni di euro. Con la Var nella finale con il Pisa ora la Triestina sarebbe in B»
Si riparte da una certezza: il gruppo di Gautieri è una base solida sulla quale costruire una stagione ambiziosa. Potrebbe bastare solo qualche innesto?
«Sì, ritengo che si debba cambiare pochissimo. Il nostro sarà un mercato chirurgico. Dobbiamo chiudere la questione dei prestiti (Signorini in primis ndr) e abbiamo parecchi giocatori che rientrano (Pizzul, Codromaz, Costantino, Ferretti). Tirate le somme interverremo con un elemento per reparto».
Anche perché la Lega ha deciso di ridurre le liste a 22 giocatori per comprimere i costi e utilizzare i giovani. E molte big hanno protestato. Una decisione che penalizza anche l’Unione?
«Beh è evidente che chi vuol investire ha una limitazione. Ma 22 elementi sono sufficienti per allestire una buona rosa. Piuttosto non mi sembra una scelta che favorisca i giovani se non nelle società che hanno meno risorse da investire. Difficilmente Triestina, Padova, Ternana potranno inserire giovani nei 22, se non quelli ammessi extra lista. La linea verde ne esce penalizzata».
La linea di Ghirelli ormai è indirizzata verso le esigenze delle piazze medio piccole che poi sono la maggioranza in assemblea. È un problema politico per le big?
«Venerdì in Lega ho sottolineato come le priorità siano altre: i protocolli sanitari pesanti, il ritorno del pubblico e il ridimensionamento degli sponsor, le norme sul credito d’imposta. E poi ho ricordato l’urgenza della riforma del campionato. Su tutte queste questioni sono pronto a dare battaglia e in C non sono da solo».
Se ci fosse la volontà di fare una C ristretta o una B allargata in futuro già prima dell’inizio della nuova stagione vanno stabilite le regole di ingaggio. Ma per ora nessuno ne parla.
«Se si vuole cambiare nella prossima stagione quella entrante diventa un passaggio fondamentale. Non resta che il mese di agosto per definire il progetto. Anche perché, ed è per questo che si è tornati sul campo anche in situazioni estreme, i titoli vanno attribuiti in base al merito. Quindi il prossimo campionato avrebbe il compito di creare la selezione. Altrimenti tutto viene rimandato di un altro anno. La Triestina e tante altre società che investono milioni non possono più aspettare. Con sponsor in ritirata, senza certezze sugli incassi dallo stadio, senza vetrina televisiva».
Ma se non ci saranno novità l’unica strada per il futuro è vincere il torneo magari senza i playoff. Questo è l’obiettivo?
«Di anno in anno cerchiamo di migliorare. Lo stesso obiettivo lo avrà anche il Padova o chi retrocederà dalla B. Partiamo da un gruppo buono che renderemo ancor più competitivo. Non nascondiamo le nostre ambizioni. Saremo pronti a dare battaglia». —
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