Triestina calcio, ecco quali sono le priorità dell’Unione

Il club sta lavorando sottotraccia su alcuni obiettivi: negoziato con il Comune, organigramma con D’Aniello in pole, Academy e centro sportivo a Montedoro

Antonello Rodio
I nuovi proprietari dell’Unione al Rocco nel dicembre scorso. Foto Lasorte
I nuovi proprietari dell’Unione al Rocco nel dicembre scorso. Foto Lasorte

Dopo la delusione della retrocessione matematica in serie D, adesso i tifosi si chiedono cosa sarà del futuro della Triestina. La palla infatti passa alla società a cui spetta dare tante risposte, dalle questioni economiche a quelle dirigenziali, dall’aspetto sportivo all’impianto di gioco della prossima stagione.

Lavoro sottotraccia 

Quello che trapela, comunque, è che nonostante il silenzio di fronte alla querelle con il Comune per la situazione debitoria, in realtà la società sta lavorando sottotraccia in maniera anche spedita, malgrado da parte dei nuovi vertici ci sia un po’ di perplessità rispetto all’atteggiamento della città e delle istituzioni dopo tutti i milioni già messi sul piatto. Ma il board deve capire quanto pesi la mancata comunicazione e come sia stata scottata la piazza in questi anni da promesse mai mantenute e dai danni provocati dalle gestioni precedenti. Però non è vero che c’è immobilismo, anzi pare si stia lavorando sodo non solo per risanare il club, ma anche per allestire un organigramma che abbia radici del territorio e sia funzionale al progetto che si vuole fare.

Figura chiave

Sotto questo aspetto la società pare aver capito che serve assolutamente una figura dirigenziale italiana che sia presente sempre sul posto, che conosca le dinamiche cittadine, sappia rapportarsi col mondo istituzionale e con il tessuto della tifoseria alabardata. Non a caso il nome più gettonato delle ultime settimane, Beppe D’Aniello, è un dirigente che risponde perfettamente all’identitikt della figura in questo momento necessaria. Ma che sia D’Aniello o una figura simile, a questo punto sarebbe auspicabile un’accelerazione in questo senso, proprio come primo segnale della società verso la piazza.

La questione con il Comune 

Poi le priorità sono evidenti: ristabilire l’equilibrio economico-finanziario del club e risanare la situazione lasciata dalla vecchia gestione, negoziando dove è il caso di farlo perché il diktat della nuova gestione è un’assoluta attenzione ai conti, con valutazione fino al singolo centesimo. C’è poi ovviamente la questione con il Comune di Trieste per la gestione del Rocco: per la situazione debitoria pare ci sia già stata un’offerta da parte della Triestina che comprendeva un acconto e una rateizzazione garantita da una fideiussione, offerta respinta però dall’Amministrazione. Ma è ovvio che i contatti dovranno proseguire, anche perché si deve discutere del canone della prossima gestione per non andare a migrare in altri campi . Da parte della società ci si aspetta che il Comune venga incontro alle esigenze del club, parametrando anche il canone alle entrate di una società di serie D: insomma non può essere la tariffa molto ridotta pagata per tanti anni, ma nemmeno quella molto esosa dell’ultimo accordo.

Rilancio di Montedoro 

Ma il fulcro del progetto della nuova gestione, quello più adatto a fare business, è individuato nel centro sportivo di Montedoro che troverebbe così un suo rilancio, e nel parallelo progetto Academy, asset ai quali la nuova gestione dà un’importanza assoluta. Ma la proprietà non potrà fare lo sbaglio di trascurare il discorso sportivo: non si tratta di sbandierare proclami di scalate di categoria e di risalite immediate, ma la credibilità passa dalla volontà di allestire in serie D una Triestina assolutamente competitiva. Insomma sembra ci sia la volontà di seguire la falsariga di quanto fatto in Spagna con il Sabadell, dove nell’ambito di un business con tanto di centro sportivo, il club è stato subito riportato dalla serie D ai vertici della C.

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