Triestina senza continuità e con una difesa vulnerabile dopo la cessione di Moretti
Il saliscendi dell’Unione sembra essere la logica conseguenza di una squadra che dopo il mercato di gennaio è sempre più giovane

Dalle stelle alle stalle, di nuovo, in pochi giorni. Dopo la bella rimonta con il Lumezzane per la Triestina era seguita la batosta di Arzignano; ora, dopo il trionfo con l’Inter U23, è arrivata la pesante sconfitta con il Renate.
Certo, per spiegare questo ottovolante alabardato si può tirare in ballo il divario di rendimento casa-trasferta, che in effetti esiste in modo macroscopico, o anche gli episodi che comunque indirizzano una partita (segnando il rigore del possibile pari poteva venir fuori un’altra partita).
Ma questo saliscendi sembra più essere la logica conseguenza di una squadra che dopo il mercato di gennaio è sempre più giovane, e in particolare per la sconfitta col Renate di una difesa che priva dei suoi due pilastri (Moretti partito sul mercato e Silvestri infortunato), ha drasticamente ridotto le sue potenzialità.
Il terzetto del reparto arretrato con il Renate era formato da un ragazzo di 19 anni che non giocava da settembre e da due terzini adattati a braccetti.
Kosijer ha sbagliato, è vero, ma è giovane, non giocava da tanto, era al centro di un reparto in completa emergenza e ha bisogno di fare esperienza. Silvestro rientrava dall’infortunio e ha giocato in un ruolo che non è il suo, visto che è un terzino di spinta o addirittura un quinto di centrocampo. L’unico che da tempo è abituato ad adattarsi in quel ruolo è Anzolin, che però di base anche lui è un terzino di fascia.
Le difficoltà incontrate contro una squadra forte come il Renate, non possono essere una sorpresa. Non si tratta affatto di un atteggiamento sbagliato (che infatti non c’era come del resto ha sottolineato Marino a fine gara) o di una squadra che in un contesto difficile potrebbe aver mollato, bensì semplicemente della legge dei valori in campo aggiunti all’incostanza tipica della gioventù.
Ora andranno valutati attentamente i tempi di recupero di Silvestri, purtroppo non nuovo a questi stop muscolari, ma per il resto Marino ha poco da scegliere. Semmai potrebbe pensare a un passaggio alla difesa a quattro, magari con Kosijer affiancato in mezzo da Anzolin (che ha già fatto anche questo ruolo in stagione con Tesser e in assenza di Silvestri), con Tonetto e Silvestro terzini.
Però il tecnico li vede ogni giorno e ha tutti gli elementi per poter decidere per il bene della squadra. E anche in questa situazione di emergenza, non sarebbe comunque una sorpresa un altro saliscendi e un pronto ritorno alla vittoria domenica nel lunch match col Novara. L’Unione peraltro è attesa da due partite consecutive in casa visto (sabato 21 febbraio arriverà il Cittadella): vedremo se l’effetto Rocco saprà sopperire a queste carenze. —
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