Triestina, con la Feralpi è una sfida aperta ma con Lambrughi si torna al miglior assetto

Gli alabardati non possono abbassare la guardia, domenica in casa il tecnico avrà a disposizione più soluzioni

TRIESTE Si sapeva che la prima partita dopo la lunga pausa sarebbe stata difficile da affrontare. Si sapeva che il clima play-off rende le gare imprevedibili e anche che la Feralpi ha uomini in grado di trovare sempre la giocata vincente. E da ultimo era chiaro che l’assenza di Lambrughi, e poi quella di Malomo, avrebbe pesato sugli equilibri della squadra. Ebbene, nonostante tutti questi aspetti che hanno condizionato la gestione del match l’Unione è uscita dal Turina con un pari e soprattutto con alcune indicazioni utili anche per la gara di domenica.

Pavanel ha preparato la gara puntando su una pressione alta asfissiante delle punte e degli esterni e con Steffè a guardia della fonte di gioco Pesce per proteggere il più possibile Coletti e Codromaz, coppia centrale di difensori inedita. I ragazzi hanno applicato con grande dedizione la proposta del tecnico e hanno messo ko la Feralpi nella prima fase del match. La concentrazione e l’applicazione di altissimo livello non è stata (e non può esserlo) tuttavia sufficiente a sorreggere a distanza muscoli e polmoni. Nella ripresa Zenoni ha riordinato idee e squadra e la Triestina è andata in affanno per una ventina di minuti, come si era visto in questa stagione solo in alcuni frangenti contro il Pordenone all’andata e al ritorno. Quattro-cinque occasioni da gol nei pressi della porta di Offredi sono una rarità per la Triestina di questa stagione. Forse l’inserimento sin da inizio ripresa di forze fresche come Petrella, Bariti o anche lo stesso Bolis (Beccaro era out) al posto degli stanchissimi Mensah, Costantino e Procaccio, avrebbe limitato le improvvise folate della Feralpi. Non ci sarà mai controprova anche, se dopo i cambi, negli ultimi dieci minuti l’Unione ha sofferto di meno. Ad ogni modo quando una squadra viene fuori con un pareggio da un match nel quale ha gettato un penalty e ha avuto il fiato corto è buon segno. L’1-1 di partenza è un vantaggio ma è risultato non si presta calcoli per il grande evento del Rocco, ammesso che gli alabardati ne avessero avuto la tentazione, e la gara casalinga va affrontata con un approccio per vincere.

Ma Pavanel non sarà costretto a stravolgere gli assetti perché il rientro di Lambrughi consente il ripristino dell’asse portante dell’Unione con Coletti nel suo ruolo naturale (a Salò nella ripresa sarebbe stato utilissimo) e la conseguente possibilità di avere un uomo fresco (Steffè o Maracchi) da inserire in corsa. Potrebbe poi rientrare Malomo anche se Codromaz è una garanzia. Non ci sarà nemmeno l’imbarazzo del primo impatto con i play-off ammesso che i ragazzi riescano a recuperare al meglio.

Insomma la Triestina ha tutte le carte per giocarsi la finale. Sarà comunque una battaglia di forza e di nervi sotto gli occhi del presidente Mario Biasin e di un pubblico da serie B. —




 

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