Triestina, esordio con pareggio

Una magia di Allegretti su punizione rimedia al gol di Volpato in avvio
di Bruno Lubis
BARI Ci voleva un colpo di fortuna, una gran abilità, per rimettere in parità una partita che il Bari comandava con merito. Subito in gol, i galletti di Conte stavano facendo la partita, manovrando con belle trame. Agazzi è stato impegnato più o meno durante tutto il coso del match mentre Gillet ha potuto fare da spettatore interessato per lunghi minuti. Ebbene, la fortuna è stata che c’è stato un intervento falloso su Ardemagni. La grande abilità è invece tutta di Allegretti che ha calciato dal limite dell’area e ha infilato l’angolo alto di Gillet. Nulla sarebbe da aggiungere, se non che il Bari è stato colpito duro, ha cercato di reagire con Kamata, indiavolato sulla banda sinistra con la sua corsa e i dribbling. Ma la Triestina non ha buttato via il dono della buona sorte.


Certo, si sperava un po’ meglio, anche alla luce di quanto mostrato a Cagliari in Coppa Italia. Invece abbiamo rivisto una brutta Triestina, tutto pedate a buttare il pallone lontano. E che gli attaccanti si arrangino. Non è questo il modo migliore di giocare a calcio. Ma in seguito speriamo di vedere cose più logiche e migliori. Lo spettacolo non è sempre possibile, ma giocare così male non si dovrebbe. Vediamo allora i tratti salienti della gara che ha portato un punto, proprio come auspicabile. Voler di più sarebbe disonesto.


Neanche si sono disposte bene in campo le due squadre e già il Bari ha trovato il vantaggio. Qualche colpa ce l’ha la difesa triestina che ha lasciato Volpato libero di saltare in area su calcio d’angolo di Rivas. Schiacciata in porta e Agazzi di sale. Un gesto che si vede raramente perchè le difese schierate non si battono così facilmente.


Ma dopo tutto c’è tutta la partita davanti. La Triestina dimostra di soffrire la rapidità degli avversari che arrivano spesso primi sul pallone e Rivas a destra fa il diavolo a quattro con il suo dribbling: arriva spesso sul fondo da dove mette in mezzo palloni pericolosi. Per fortuna che Petras e Minelli rimandano. Cacciatore fa buona guardia sulla sua banda e limita Salvatore Masiello, altrimenti sarebbe una sarabanda barese, visto che Barreto si muove con intelligenza.


Pian piano la Triestina deve uscire dal suo torpore. Purtroppo notiamo dozzine di pallonate calciate in avanti senza senso, quasi che il pallone scottasse o bisognasse subito arrivare in zona-gol. Non c’è pazienza (nè la capacità) di palleggiare per scegliere la giocata più proficua. Eliakwu viene sollecitato a scatti nella rincorsa di palloni che non riesce mai a fermare, neanche se avesse il motorino. E poi c’è anche Esposito che è un difensore davvero veloce.


Il terreno è brutto da vedere, con chiazze di erba giallastra e zolle sollevate di qua e di là. Si anima Conte davanti alla panchina. Lo ricordvamo biondino e scarsicrinito, lo rivediamo moro e zazzeruto. Miracoli del ritorno nella sua regione. Agazzi in uscita bassa su Barreto lanciato da Rivas sbroglia una brutta situazione. Poi Petras entra su Barreto. Vogliono il rigore i baresi, ma l’arbitro vede bene che l’intervento era sul pallone. Ci prova Donda, una volta direttamente su corner, l’altra portandosi dentro l’area ma troppo decentrato a sinistra e Agazzi ferma tutto.


Finalmente Triestina, ma siamo già al 36’ con un contropiede portato da Eliakwu che però si fa soffiare il pallone da Esposito sull’ultimo dribbling. Poi Gillet blocca un calcio franco di Allegretti. Il tempo finisce così, con una Triestina che ha mostrato davvero troppo poco.


La ripresa vede il Bari ancora più pimpante e al 9’ arriva il pericolo su traversone da destra: Agazzi si trova tra le mani un pallone che doveva finire in porta, schiacciato da Volpato. Poi Rivas a destra fa quello che vuole, dal fondo mette basso all’indietro. Volpato cicca il pallone e la difesa alabardata rinvia.


Si famale Eliakwu, stava correndo da solo, un guaio muscolare serio, certamente. Per la diagnosi aspettiamo, ma non è una cosa semplice. E con Eliakwu che esce vdiamo Cacciatore su Rivas, nel tentativo di frenare le iniziative del sudamericano che aveva fatto ammattire Rullo.


Arriva la punizione di Allegretti e il Bari accusa il colpo. Poii preme ancora, ma non ha più la convinzione di prima. Kamata è indiavolato e crea disagi a sinistra. Tutti gli alabardati danno una mano pe tamponare i pericoli e si porta a casa il punto. Non si può pretendere altro.
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