La Triestina cade di misura a Ospitaletto: quarta sconfitta di fila
I padroni di casa capitalizzano al massimo la rete di Messaggi: l’Unione costruisce sei palle gol ma non riesce a finalizzare

Al Corioni va in scena lo stesso film visto a Lecco (e in parte con l’Alcione in casa), anzi peggio. Da una parte la Triestina che crea 7-8 palle gol e non le trasforma, dall’altro un avversario che sue due tentativi riesce a segnare un gol. E soprattutto una squadra che riesce vincere nonostante la superiorità manifesta di chi le sta di fronte. È evidente che alla Triestina manca qualcosa (e non solo punti in classifica).

Generosa, messa bene in campo tecnicamente, tenace: insomma da applausi ma nel calcio per vincere si deve segnare. E questa Unione anche sabato ha sprecato troppo, al di là delle sue mancanze croniche in attacco. Lo stesso Tesser non si capacita di quanto accade sul campo. Talvolta ci pensa l’arbitro, altre il portiere avversario (grande Sonzogni), in altre l’imprecisione in area degli alabardati.
Ma forse più di tutti è il karma di una stagione nella quale l’ambiente è depresso (non la squadra) e con un società che non fa nulla per scuoterlo. Anzi è poco presente, lascia andare giocatori importanti, riduce la panchina del suo tecnico a un deserto. Questa è la situazione ormai compromessa sul piano della sostanza e sarà un miracolo del gruppo se, come fatto finora con pieno merito, gli ultimi mesi non si trasformeranno in un calvario anche sul piano morale.
La perdita di pezzi
Una settimana in più, un giocatore in meno. A Lecco Tesser aveva fatto i conti con la partenza di Ionita, a Ospitaletto il tecnico di Montebelluna deve arrangiarsi anche senza Domen Crnigoj trasferitosi in Alto Adige. Il centrocampo forte ed esperto ammirato fino a inizio gennaio non c’è più. In mediana le uniche due pedine disponibili (oltre all’eclettico D’Amore) sono Voca in posizione centrale con Jonsson e Pedicillo d agire da mezzala. In difesa ci sono almeno due terzini di ruolo (Anzolin e Tonetto), davanti giostrano D’Urso alle splle di Kljajic e Faggioli (Gunduz non sta bene e si siede in panchina).
L’approccio ottimo
L’Unione, come sta facendo da mesi, comincia sin dai primi minuti a fare la gara. L’Ospitaletto attende ma deve ringraziare il suo giovane portiere Sonzogni che dopo una manciata di minuti toglie dalla porta una conclusione di Faggioli su azione ben orchestrata. Ci prova anche Pedicillo con conclusone murata dalla difesa e poi Jonsson da lontano sul quale interviene ancora il portiere di casa. Al 28’ la girata di Kljajic è pronta ma lo è anche Sonzogni.
Pericolo e gol
La Triestina ha un problema evidente sulla sinistra dove Anzolin fa fatica sulle incursioni dei padroni di casa. Ed ecco che Messaggi entra dentro in triangolazione con la difesa un po’ molle, apre il piatto, e infila nell’angolino il malcapitato Matosevic. Prima azione e rete che arriva puntualissima. L’Unione subisce il contraccolpo e, dopo una conclusione pericolosa di Panatti, si rende ancora pericolosa sul finire di frazione.
Reazione e assedio
E come era finita la frazione comincia il secondo tempo della Triestina. Tuttavia Kljajc calcia sul portiere da ottima posizione. Tesser cerca di dare un’accelerata mettendo nel motore i giri di Gunduz. E il turco ne fa un delle sue: fa fuori tutti a sinistra offrendo una palla pulita a Faggioli che da centro area tira angolato ma alto di poco. Un vero delitto. L’Ospitaletto si dà un’ultima scrollatina ma trova sulla sua strada un ottimo Mtosevic che tiene ancora viva la gara con un tuffo prodigioso.
Gli ultimi 20’ sono un assedio alabardato. Attys calcia troppo debole, un paio d mischie sotto porta vengono risolte in qualche modo dall’Ospitaletto. La formazione di casa è allo corde ma non capitola. Anche perché per mandare l’avversario ko servono uno o due diritti che l’Unione non riesce sferrare. E così al tappeto ci va la Triestina, per la quarta volta senza particolari demeriti. E gli applausi, pur meritati, non servono più.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








