Ultimo quarto da incubo E Trieste va ko

INVIATO A CHIETI. Quello che coach Eugenio Dalmasson paventava alla vigilia si è puntualmente realizzato a Chieti: la maggior freschezza della Proger, che non giocava da 12 giorni, alla distanza ha pagato e Trieste è stata rullata nell’ultimo quarto d’ora, dopo che già aveva dovuto recuperare un inizio assonnato. Il punteggio finale, 89-68, indica la disfatta fisica biancorossa nell’ultimo quarto d’ora, nel quale si era entrati con la squadra di Dalmasson avanti per 53-47. Un 42-15 che non ammette repliche e che era sinceramente impensabile alla fine del primo tempo, quando Pecile e compagni, trascinati da un iperbolico Parks (20 punti in 20 minuti) aveva chiuso in vantaggio e con il pallino della partita in mano. Quando però i padroni di casa, hanno alzato i giri del motore, nel finale, per gli ospiti si è fatta notte, la metà campo difensiva è diventata larghissima e soprattutto il perimetro era troppo grande, come dimostrano le 13 bombe che alla fine i chietini hanno potuto scagliare nella retina triestina.
Quando inizia la partita Trieste è ancora negli spogliatoi, mentre la Proger è già prontissima: 13-3 in meno di 3 minuti con i biancorossi di casa che dispongono del match come vogliono. Di là, soltanto Pecile prova a fare qualcosa e Bossi segna solo la tripla della bandiera. Dalmasson non può che interrompere subito il gioco con il primo timeout. La difesa di Trieste non chiude il perimetro, piovono bombe senza tregua, al 6’siamo già su un allucinante 22-7, con Monaldi che fa il bello e il cattivo tempo. Dalmasson sistema meglio la squadra, la difesa di Trieste sale d’intensità, diventa più rude e inizia a sporcare il gioco di casa che perde la profondità offensiva, Parks inizia a imbucare con regolarità, ne viene fuori il break di 11-3 che porta al 25-18 di fine primo quarto. Adesso il match sembra un po’ più equilibrato.
La bomba di Piazza non ferma i biancorossi, adesso davvero in partita. L’alley-hoop che Zahariev in ripartenza offre a Parks porta a -4, 24-28 al 12’01”, ma soprattutto tiene Air Jordan già in doppia cifra: 12 punti. È lui che confeziona il pareggio a 28 con altri 4 punti personali al 13’. E Bossi subito dopo porta il primo vantaggio esterno, 30-28, completando un parzialone di 23-6 in meno di 10’. Adesso finalmente i ragazzi di Dalmasson hanno trovato l’equilibrio e si stanno prendendo il controllo del match. Gli ultimi 4 punti del secondo quarto sono tutti di Zahariev e portano Trieste in vantaggio al riposo per 41-38. E Parks, che da solo ha segnato la metà dei punti triestini è un problema irrisolto per Galli e i suoi.
In avvio di ripresa sono Pipiton, Zahariev e Bossi a colpire subito, 10-7 di parziale in 3’17” e gli ospiti allungano sul 51-45. La partita però ora è salita d’intensità da entrambe le parti, soprattutto con le difese. La Proger però adesso ha cambiato marcia, Trieste va in difficoltà, subisce il break di 16-7 in 6 minuti e mezzo e alla fine del terzo quarto si ritrova ad inseguire di nuovo: 63-60. Sembra che a questo punto inizi a emergere la maggior freschezza dei padroni di casa, che non avendo giocato domenica scorsa possono pigiare sull’acceleratore e mandare in affanno Trieste. è così che gli uomini di Galli stanno prendendo punto dopo punto un vantaggio importante: a 7’09 dalla sirena Monaldi dalla lunetta porta la distanza fra le due squadre a 7 punti, 69-62. Ma ormai gli argini sembrano rotti, Pecile e compagni si stanno pian piano dissolvendo, piegati dalla velocità dei padroni di casa. E progressivamente la distanza aumenta, a metà dell’ultimo quarto sono 11 i punti da ricucire (73-62) e il break casalingo continua a dilatarsi, al momento è di 26-9 da metà del terzo quarto. Ma Trieste non è più in grado di ricucire, l’area chietina diventa un calvario, mentre quella propria (e soprattutto l’arco) diventano terreno di conquista.
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