Un grazie a Lo Duca e auguri alla pallamano per un ritorno tra le big

Premessa: finalmente ci siamo. Domani sera capiremo se il capitolo bilanci e consuntivi dovrà aprirsi per la nostra Triestina; oppure, come da tutti auspicato, saremo solo all’inizio di una nuova avventurosa coda stagionale. L’interminabile attesa è finita.

Parola al campo e alla voglia di un gruppo che arriva carico e sperabilmente pronto per questi play-off. E’ stato detto e scritto tutto. La Palla si limita ad una strizzatina d’occhio che traduciamo con un laconico “in bocca al lupo”.

Per tutti gli altri invece, l’estate è oggi ancora un cantiere aperto. Ma permetteteci una prima pagella: e ci sentiamo di scrivere soltanto buoni voti. Per tutti.

A cominciare dal basket targato Allianz, che continua a far le cose per bene: rinforzi mirati, innesti ben valutati e soppesati, equilibri che a dispetto della scorsa stagione paiono molto di più che una serie di scommesse, per non dire salti nel buio.

La troika Ghiacci-Dalmasson-Ciani sembra muoversi in sintonia, per ora spendendo il giusto; in un mondo, quello del basket, che pare far finta di niente, almeno per quanto riguarda i top-club. La crisi? Quale crisi?

Si spende come e forse anche più di prima. Almeno sull’asse Milano-Bologna, sempre più internazionali quanto a budget. E anche se sul domani per ora non c’è certezza alcuna, i roster di squadra si arricchiscono con il meglio disponibile, pur non sapendo se ad applaudire questi gran giocatori ci potrà essere in autunno una vera platea di spettatori paganti o soltanto salotti televisivi per un campionato on-air. E a porte chiuse.

A dispetto dell’OMS che tuona uno scoraggiante “il peggio deve ancora arrivare”, ci permettiamo di tenere mani in tasca per gli opportuni scongiuri.

Per due ragioni, prima di tutto: un campionato con tante stelle deve poter esser gustato anche e soprattutto dentro i nostri palasport e poi, senza pubblico pagante, la sopravvivenza di tutti e non solo dei club che hanno alle spalle gli Armani o i Zanetti, sarebbe veramente appesa ad un filo ….

Dopo i chiari di luna degli anni passati, almeno a Trieste lo sanno bene. E per questo plaudiamo all’oculatezza negli investimenti. Ma i buoni voti nelle pagelle post-Covid li meritano anche altre realtà locali che, pur con seguiti più contenuti, stanno allestendo compagini di tutto rispetto.

Tanto di cappello perciò alla pallanuoto targata Samer, uomo di poche parole e fatti concreti: si prepara una gran bella squadra, giusto mix tra gioventù locale e grandi esperienze. Vuoi vedere che…

E un gran bel colpo pare voler battere anche la nostra pallamano.

La staffetta tra la storica famiglia Lo Duca (un abbraccio ed un “grazie” grande cosi, prof!) ed il nuovo corso, in attesa di nuovi importanti sponsor ed i conseguenti rinforzi da mandare sul parquet, promette una svolta: avanti a testa alta con programmi ambiziosi. Il giro delle sette chiese per raccogliere briciole di carità lascia il posto ad un marketing più aggressivo.

Fa balzare sulla sedia lo scudetto in tre anni promesso dalla neo presidente (che bello! Una donna finalmente al vertice), ma finalmente ecco un po' di sano ottimismo in questo sciagurato 2020.

Era proprio quello di cui avevamo bisogno. Se poi a leggere il futuro è una mental-coach, la Palla si sente più tranquilla…

Buon lavoro ad Alessandra Orlich ed al suo agguerrito team e chissà che Giorgio Oveglia non possa tornare adesso a pensare soltanto a come allestire una buona squadra. —

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