Unione, dalla vittoria sul Gubbio la spinta per battere le “piccole”

In una sola partita, la Triestina ha fatto più punti di quanti ne aveva guadagnati la scorsa stagione nei quattro incontri contro Gubbio e Fano. Detto così, il dato può sembrare solo casuale o comunque di poco significato. E in effetti sarebbe da folli tirare somme e dare giudizi dopo un solo match di campionato. Ma certo la vittoria di domenica contro il Gubbio, anche per le modalità con le quali è arrivata, segna quantomeno un trend molto interessante per l’Unione 2019/2020, quella della capacità di venire a capo di partite complicate contro squadre di cosiddetta seconda fascia, dove perdere punti sarebbe letale per chi ha ambizioni di vertice. Ecco dunque che il killer istinct che quest’anno la squadra di Pavanel deve utilizzare molto di più rispetto allo scorso campionato, ha già dato una prima risposta positiva. E quanto sia importante non perdere punti contro le compagini, a torto o a ragione, definite minori, lo rivela proprio quanto successo alla squadra alabardata lo scorso anno. Guardando la classifica dell’ultimo campionato, infatti, contro le squadre della seconda parte della graduatoria, quelle dal decimo posto in giù, la Triestina ha perso ben 24 dei 46 punti totali lasciati in totale per strada rispetto a un ideale percorso netto di sole vittorie. Questo significa che l’Unione ha perso più punti con le squadre di seconda fascia, rispetto a quanto fatto con quelle che hanno chiuso nei primi dieci posti. Un chiaro segnale delle difficoltà trovate la scorsa stagione dagli alabardati contro compagini scorbutiche, chiuse, oppure in partite sui cosiddetti campetti di provincia. Perdere meno punti in questo tipo di partite, è in effetti una delle cose da migliorare rispetto allo scorso anno. E visto che in questo precampionato Pavanel ha detto che sono necessari passi avanti sotto tutti gli aspetti per puntare in alto, il miglioramento dell’Unione passa anche da qui. Del resto, la scorsa stagione sarebbe bastato perdere pochi punti in meno proprio contro le “piccole” e l’Unione avrebbe viaggiato a braccetto con il Pordenone, che invece è stato più letale proprio in partite di questo tipo. Riandando appunto alle sfide dell’ultimo campionato, l’Unione aveva perso 4 punti potenziali col Gubbio (due pareggi), ben 6 punti con il Fano (due sconfitte), altri 4 con l’Albinoleffe (due pareggi), e poi ancora 3 con Rimini e Teramo (una vittoria e una sconfitta con entrambe), giusto per citare i casi più eclatanti. Delle 10 squadre della seconda parte della graduatoria, la Triestina era riuscita a fare bottino pieno solamente con Fermana, Virtus Verona e Giana Erminio. Pertanto l'Unione ha perso meno punti potenziali con le squadre di prima fascia: tra queste, l’unica che l’ha fatta davvero penare sotto questo aspetto, è stato il Sudtirol: con gli altoatesini una sconfitta e un pareggio, che significa solo 1 punto guadagnato e ben 5 punti lasciati per strada. Ecco dunque che anche se ancora è troppo presto per parlare di svolte, la prima giornata consegna una Triestina che dà però precisi e incoraggianti segnali in questo senso: se quella che sembrava una mezza bestia nera, alla fine viene domata e ogni scaramanzia viene vinta, si può quantomeno sperare che la squadra alabardata abbia fatto davvero un passo avanti rispetto allo scorso anno. —
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