Vascotto mattatore: Luna Rossa con lui diventa come la Triestina

Il campione muggesano tiene banco. Dopo la bonaccia sul 3 a 3 con New Zealand commenta: «Pareggiamo come gli alabardati». E parla di Rocco e catenaccio  



Prime regate di assoluto equilibrio quelle che hanno avuto per protagonisti il Luna Rossa Prada Pirelli Team ed Emirates Team New Zealand nella 36a edizione dell’America’s Cup in corso di svolgimento ad Auckland. Arrivati sul 3 a 3 le prove hanno subito uno stop a causa della scarsità di vento, che ha superato solo per pochi momenti i sei nodi con i quali da regolamento si può procedere all’avvio delle prove. Nel corso della notte italiana era il programma il recupero delle regate.

Psicologicamente può sembrare difficile gestire una situazione così bilanciata, ma gli italiani non hanno mai vinto tante prove in Coppa America e pertanto il morale è decisamente alto con la consapevolezza che ci si sta giocando il tutto per tutto. Il nostro Vasco Vascotto nell’ufficialità delle sue dichiarazioni è precisissimo nell’esaminare il percorso fatto fin qui da Luna Rossa: «Questa è la bellezza dello sport: quando fai meno errori dell’avversario sei davanti. Quando abbiamo navigato bene abbiamo superato i kiwi, quando abbiamo sbagliato siamo rimasti dietro. Siamo stati artefici del nostro destino e lo siamo ancora. Abbiamo in più un fattore a nostro vantaggio: quando perdi le regate mediamente impari di più rispetto a quando le vinci. Con umiltà e pazienza nei nostri debriefing interni abbiamo analizzato (e continueremo a farlo) dove abbiamo buttato via metri e performance perché ci rendiamo conto che il lavoro paga e se siamo qui non è fortuna, bensì caparbietà e intelligenza».

L’esperienza e l’occhio clinico di un campione come Vasco non lasciano margine di dubbio in questa ricostruzione. Vascotto però ha dalla sua anche la grandissima dote dell’ironia, che emerge bene in particolare dal suo profilo Facebook. Un semplicissimo “-4” ha infiammato gli animi di tantissimi amici-tifosi, che nel fair play che caratterizza da sempre la vela hanno espresso tutta la voglia di mettere fine a questo infinito palleggio di vittorie e sconfitte per arrivare quanto prima all’obiettivo finale: portare per la prima volta nella storia la splendida coppa delle cento ghinee in Italia.

E non finisce qui. Oltre al carattere istrionico Vascotto è un tifoso entusiasta, appassionato soprattutto di basket e calcio. Non fa specie quindi che all’indomani dello stop imposto dalla mancanza di vento abbia commentato con un esilarante “Catenaccio”. Una citazione calcistica che riporta alla mente il “calcio all’italiana” inaugurato da Nereo Rocco. È questo ciò che ci vuole anche per l’equipaggio di Luna Rossa: fisicità in manovra, coperture ferree e ripartenze efficaci. I tre pilastri della dottrina che sono stati inaugurati nella Triestina di Mario Villini e poi sono stati interpretati da Rocco prima alla Triestina e poi al Padova e al Milan con gli eccezionali risultati che tutti conosciamo. Vasco dal gommone a bordo campo chiede insomma a chi sta in barca di marcare a uomo l’avversario sia nella realtà della regata, ma anche in senso lato. È un’occasione unica quella che l’Italia sta vivendo e non va sprecata curando i dettagli e le sbavature che giunti a questo punto hanno un peso determinante.

Non c’è tuttavia solo il passato calcistico nei simpatici paragoni di Vasco. Arrivato a terra, commentando il provvisorio 3-3 con i neozelandesi ha dimostrato infatti di essere attento al presente: «Quello che abbiamo ottenuto è un pareggio a reti inviolate, siamo come la mia Triestina che pareggia sempre». —

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