Vela, Alessandro Marega nella storia: è campione del mondo Finn

L’atleta monfalcone della Svoc vince in Australia il titolo iridato classe Finn. È il primo italiano a riuscirci: «Orgoglioso, non ho mai mollato»

Roberta Mantini
Alessandro Marega a bordo del suo Finn nelle acque australiane di Brisbane (Foto Robertdeaves.uk)
Alessandro Marega a bordo del suo Finn nelle acque australiane di Brisbane (Foto Robertdeaves.uk)

Alessandro Marega è campione del mondo Finn, primo italiano a conquistare il titolo iridato nella ex classe olimpica più dura e affascinante. Un risultato storico, se si pensa che finora sul podio mondiale erano saliti soltanto Luca Devoti, argento, e Adelchi Pelaschier, bronzo nel 1958, piazzamento replicato dallo stesso Marega nel 2024. «Sono campione del mondo. Sono felicissimo. Non ho parole per descrivere questo momento. Ho lavorato tantissimo per arrivare fin qui».

È il primo commento a caldo del timoniere monfalconese, in un video postato sui social subito dopo la nona prova, ancora in barca ma con la certezza matematica del titolo già in tasca. Il filmato è diventato virale in poche ore, condiviso e rilanciato da velisti di tutta Italia e soprattutto del golfo di Trieste, dove i messaggi di congratulazioni hanno invaso le bacheche social del neo iridato. Il titolo è arrivato a Brisbane, in Australia, dove una settantina di timonieri si sono sfidati in 10 prove per il titolo iridato. Dal punto di vista meteorologico, il campionato è stato caratterizzato nei primi due giorni da un vento da sud-est sui 25 nodi e pioggia incessante. Il terzo giorno il vento è ruotato a sud, tra i 15 e i 18 nodi, con precipitazioni solo a tratti. Negli ultimi due giorni, invece, è arrivata la classica brezza da nord, accompagnata da sole e temperature più calde.

Sul campo di regata Marega ha costruito il successo con una straordinaria continuità di piazzamenti sempre tra secondo e terzo posto, un quinto e due ottavi, il primo dei quali nella penultima prova, decisiva per chiudere i conti con un giorno d’anticipo. «Sono felice per la classe italiana, per tutti gli appassionati finnisti che mi hanno supportato in questi giorni», ha spiegato.

«Sono contento per come ho regatato e per il percorso fatto di alti e bassi: questo inverno ho avuto anche un infortunio al braccio che rischiava di farmi saltare tutto. Sono orgoglioso soprattutto della costanza, perché per me la cosa più importante è essere sempre solido in ogni prova, in ogni situazione». Fondamentale anche la gestione mentale del duello con il norvegese Pedersen, leader fino al penultimo giorno. «Sembrava avesse qualcosa in più con il vento forte ma non ho mai mollato, sapendo che le condizioni potevano cambiare. E così è stato».

Il momento chiave è stato proprio nella penultima regata: «Ho fatto un match race con lui cercando di metterlo in difficoltà, perché aveva uno scarto peggiore del mio. Ci sono riuscito e, recuperando barche, ho chiuso ottavo con la matematica certezza di aver vinto il campionato con una prova d’anticipo». Marega rientrerà in Italia domani e si stanno già preparando i festeggiamenti, sia all’Olimpic Sails, dove lavora, sia alla Società Velica Oscar Cosulich, che ieri mattina ha issato il gran pavese.

«La vittoria mondiale di Ale scalda il cuore perché arriva da un atleta che non ha mai cercato scorciatoie», commenta Manuel Vlacich, consigliere della Svoc ed ex direttore sportivo. «Non è raro vederlo rientrare all’alba, quando gli altri vanno a prendere il primo caffè, e la sera, quando molti chiudono la giornata, lui ne apre un’altra fatta di disciplina e crescita. È un esempio limpido per i ragazzi, la prova che la determinazione quotidiana può portare lontano». In questo successo c’è anche un filo che unisce passato e presente. «Vale ricordare la medaglia di bronzo conquistata da Pelaschier nel 1958, un pezzo di storia custodito alla Svoc. Marega aggiunge un nuovo capitolo a quella tradizione monfalconese fatta di mare, fatica e orgoglio».

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