Villa Vicentina, a Trieste un’occasione sprecata

VILLA VICENTINA. Un’occasione sprecata per le friulane della Farmaderbe Villadies impegnate sul campo della Simegas Libertas Trieste, dove, pur avendone avuta la possibilità, non sono riuscite a...

VILLA VICENTINA. Un’occasione sprecata per le friulane della Farmaderbe Villadies impegnate sul campo della Simegas Libertas Trieste, dove, pur avendone avuta la possibilità, non sono riuscite a chiudere a proprio favore, il primo e terzo set. Ne è scaturito un risultato di 3-0 con parziali chiusi dalle triestine per 26-24 e 25-23 che, uniti all’indiscutibile 25-16 del secondo set, condannano le ospiti ad una netta sconfitta.

Dopo un inizio di primo set equilibrato (8-7 e 16-15) la Villadies effettua il sorpasso; purtroppo mancanza di cinismo e determinazione portano le friulane a sbagliare due servizi interrompendo un break che poteva essere decisivo e consegnando ai vantaggi il set alle triestine. Vantaggio delle ospiti (6-9) nel secondo set con 4 punti su sei regalati alle padrone di casa, la Libertas ringrazia e … ricambia con un pesante parziale di 7-1; si procede fino al 19-16 ma la luce si spegne per la Villadies e le triestine dilagano fino al 25- 16. Terzo set ancora con le ospiti avanti (4-7 e 6-12) ma ancora uno sconcertante 11-2 porta avanti le locali poi raggiunte sul 17 pari grazie ad una reazione delle friulane. Combattuto il finale ma ancora una volta cinismo e determinazione fanno difetto alle ragazze della Farmaderbe che cedono il set sul 25-23, pagando nel complesso le minori percentuali in attacco ed in battuta.

«E’ giunto il tempo di dimostrare che le nostre sconfitte – dicono in società - maturano più che altro da questioni psicologiche da risolversi al più presto». A cominciare dalla prossima giornata quando la Farmaderbe Villadies ospiterà la Liverani Castellari di Lugo di Romagna, situata nella metà alta della classifica per aver affrontato formazioni più agevoli mentre le ragazze del presidente Del Bianco hanno incontrato le attuali prime tre della classe.

Alberto Landi

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