Visintini: «L’impresa è correre per 24 ore»

Il cormonese ha appena conquistato il titolo Tricolore: «È stata davvero dura alla fine avevo anche la febbre»

CORMONS

Un trionfo ottenuto grazie anche al brodo casalingo e al potassio garantito da un sacco di banane. C'è tantissimo allenamento, dietro all'impresa ottenuta domenica dall'ultramaratoneta cormonese Marco Visintini, laureatosi campione italiano di corsa su strada nelle 24 ore a Biella battendo i 130 partenti al via (solo in 95 hanno completato la corsa), ma alla base c'è anche qualche simpatica curiosità, come appunto quella dell'alimentazione durante la giornata di gara. Le norme anti-Covid impedivano il posizionamento dei classici banchetti di ristoro da parte dell'organizzazione lungo il percorso, e così Marco si è dovuto arrangiare con il fai-da-te grazie all'aiuto del suo staff che nel corso delle 24 ore gli ha allungato quanto stabilito nel pre-corsa. «Avevo una sorta di gazebo personale lungo il tracciato di un chilometro da ripetere più volte possibili - racconta Visintini - e questo mi ha aiutato molto: ringrazio l'amico e assistente Paolo per avermi supportato. Ce l'ho fatta a stare in piedi 24 ore anche grazie al brodo che mi ero portato da casa, oltre che cibandomi di tantissime banane che mi hanno fornito le energie per correre fino alla fine. E poi sono stati fondamentali i gel-integratori e i sali di magnesio». Ma come detto non c'è solo una corretta alimentazione tra i segreti del successo del corridore cormonese: «Ho bevuto ad ogni giro che facevo, e poi ovviamente c'è stato tanto allenamento: sono poi riuscito a stare sempre sveglio grazie alla carica agonistica della gara. Non mi sono preparato prima, sotto questo punto di vista: non ho fatto notti insonni o soluzioni simili, ho dormito normalmente nelle ultime settimane». Una volta tagliato il traguardo, Marco si è dovuto sottoporre ai passaggi di rito: antidoping e premiazioni, e solo in serata è rientrato in albergo per una doccia ed un po' di riposo ristoratori, dopo aver corso dalle 15 del sabato alle 16 della domenica, con in mezzo pure il cambio notturno dell'ora vissuto correndo. «Alla fine delle 24 ore ero particolarmente debilitato - racconta - ho avuto anche qualche linea di febbre dovuta alla spossatezza provata». D'altronde i 245,193 chilometri percorsi non sono stati certo una passeggiata: «Non era un percorso semplice - aggiunge Visintini - visto il dislivello di 1800 metri. Ma la scelta di partire forte, vista da molti come folle, è stata giusta e premiante: nel finale ho semplicemente gestito le forze dopo essere passato in testa tra il secondo ed il terzo chilometro, rimanendoci fino alla fine. Sono contentissimo del risultato». Il futuro ora per il 44enne di Cormons potrebbe chiamarsi Nazionale azzurra: «Mi hanno già allertato per i Mondiali di categoria in programma ad ottobre a Bucarest. Io sinceramente in questo momento penso solo a riposare e a riprendermi: poi penserò eventualmente a quell'impegno».



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