Vittoria scontata di Tuiach sull’ungherese Balog

TRIESTE. Vittoria scontata, soprattutto inutile e sciatta. Fabio Tuiach prova a riprendere il dialogo con il pugilato che conta davanti al suo pubblico cogliendo una affermazione ai punti contro lo sconcertante ungherese Sandor Balog, mestierante a cui da anni il medico deve aver proibito gli sforzi sugli addominali. Sei riprese da 3 minuti che poco hanno detto e mai hanno emozionato, anzi, a tratti anche infastidito. Fabio Tuiach, presentatosi al Pala Chiarbola con un nuovo look disegnato con una vezzosa cresta fuxia, per ambire a qualcosa di reale ha ora bisogno di incontri altrettanto reali, avversari in grado di non vestire solo i panni da compiacente comprimario ma di iniettare agonismo e impegno.
Il medio massimo Fabrizio Leone, l'altro professionista triestino in lizza nella serata promossa dalla società Audace Fight&Fitness, ha nobilitato la sua vetrina e con lui il giovane e stoico avversario, l'ungherese Attila Szatmari, battuto per ko alla 4' ripresa. I due se le sono date sin dall'inizio, con sequenze quasi cinematografiche (10 pugni uno, 10 pugni l'altro) ma la boxe ne è uscita nel complesso salva; Leone, al di là delle consuete falle difensive, ha un pugno che fa male e ha voluto dimostrarlo senza fronzoli.
Interessante il quadro dei dilettanti radunati a Chiarbola. In primo piano Paolo Peri, alfiere peso welter dell'Audace, consacrato giustamente quale miglior pugile della serata in virtù di una secca vittoria ai punti su Mian. Promosso a pieni voti anche Massimo Mauri, giovane superwelter della Diamond, già ben impostato dai tecnici Sparano e Sisgoreo, capace di bagnare il suo debutto con un convicente successo a spese di Matteo Rosso ( Kombat Gym)
Meritava forse di più il triestino Liberale, “congelato” sul pari con il monfalconese Mario Tralo, verdetto discutibile. Ombre e luci sulla boxe femminile. Inguardabile il match tra Gloria Forte e Linda Righini, finito pari tra gli sbadigli, più intrigante quello tra la triestina Maria Vittoria D'Amico ( Audace) e la Pimazzoni ( Piovese). La D'Amico è al battesimo del ring, sprizza carica, euforia e passione, si muove bene ma potrebbe colpire meglio; vince comunque con merito e denota margini su cui saprà lavorare, alternando gli studi a Lettere.
Il cartellone prevedeva il match tra Mamadou e Di Marco ma i due, alla luce di una antica amicizia, hanno rifiutato di incrociare i guantoni. Una “fratellanza” che ha fatto discutere. Soprattutto gli organizzatori.
Francesco Cardella
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