Zoran Dragic: «Trieste tappa importante, tifo unico»

Lasorte Trieste 09/04/19 - Basket Serie A, Sidigas Avellino - Alma Pallacanestro Trieste,
Lasorte Trieste 09/04/19 - Basket Serie A, Sidigas Avellino - Alma Pallacanestro Trieste,

TRIESTE

Da Trieste alla Germania quindi la scelta di approdare al Baskonia ritrovando il basket spagnolo dopo l'esperienza a Malaga. Per Zoran Dragic, dopo il doppio infortunio al crociato, la carriera è ripresa con rinnovato slancio.

Lasciata Trieste, come sono state queste ultime due stagioni, come sta fisicamente e, scollinata la soglia dei 30 anni, che momento della sua carriera è questo?

30 è solo un numero, non mi condiziona. È vero però che scollinando i trenta hai più responsabilità, la prospettiva cambia. Volevo tornare in Eurolega dopo i due gravi infortuni e sono stato costretto a ripartire praticamente da zero. La strada mi ha così portato da Trieste in Germania e dalla Germania in Baskonia, cioè la dove volevo essere. Però questo non è ancora il traguardo. Ora infatti voglio fare una grande stagione in Eurolega per poter puntare poi ancora in alto.

È reduce dalla vittoria contro il grande Barcellona. Che momenti sono stati?

Vincere contro il Barcellona è stata una sensazione fantastica, fenomenale, ottenuto contro una squadra che ha un budget intorno ai 45 milioni. Loro hanno investito per vincere l’Eurolega, la Liga Spagnola e invece non hanno vinto nulla. Per loro sicuramente una stagione da dimenticare. Noi invece di giorno in giorno abbiamo giocato meglio e nel finale abbiamo sì avuto un po’ di fortuna, ma abbiamo vinto meritatamente.

Che obiettivi si pone quest'anno a livello di squadra e individuale?

L’obiettivo di squadra naturalmente è di raggiungere un traguardo, di vincere una competizione. Però quest’anno la squadra è stata completamente rivoluzionata, tanti giocatori hanno deciso di cambiare casacca e quindi siamo un gruppo molto giovane con parecchi elementi che non hanno tanta esperienza. Quindi se vogliamo vincere qualcosa dobbiamo investire tutte le nostre energie nel gioco in difesa e solo dopo pensare all’attacco.

Tornando alla esperienza triestina, pochi mesi ma intensi, cosa si porta dietro di quel periodo?

La cosa che mi ha colpito di più del periodo a Trieste è che eravamo veramente un gruppo che non mollava mai e che ha lottato con tutte le forze per agguantare i play-off. Eravamo quasi fuori dai play-off poi invece abbiamo ingranato, abbiamo iniziato a macinare vittorie e alla fine siamo arrivati settimi, una scalata veramente fantastica. La cosa che mi resterà più impressa, però, sono i tifosi. Credo che un calore ed un supporto come l’ho visto a Trieste lo hanno in pochi in Italia. Anche quando giocavamo in trasferta, penso a Milano o Cantù, la gente si è fatta cinque ore di macchina per starci accanto. Incredibile. E poi mi è piaciuta l’atmosfera, perché la gente mastica basket, si capisce che la città vive per la pallacanestro.

Ha la sensazione che quella Trieste avrebbe potuto fare qualcosa di più o secondo lei quei play-off e la serie contro Cremona sono stati il massimo che quella squadra poteva raggiungere?

Se vogliamo dirla tutta noi dovevamo giocare la semifinale con Venezia e tutti sappiamo come sarebbe andata a finire. Venezia con noi in quella stagione ha sempre sofferto. Ha sofferto il nostro gioco veloce e non è mai riuscita a fermarci. Prima dei play-off in casa li avevamo battuti con la mano sinistra. L’errore che abbiamo fatto? Non vincere una partita a Cremona, purtroppo. Due partite molto tirate che non siamo riusciti a gestire bene. Portandone a casa almeno una, sono convinto che le due sfide in casa le avremmo vinte. Poi ci si è messa di mezzo anche la sfortuna con il mio infortunio prima di gara4.

Tornando al futuro, quali obiettivi si pone Dragic nelle prossime stagioni?

Firmare un contratto pluriennale con una squadra in Eurolega. Per ora ho firmato ancora per un anno con il Baskonia, con cui giocherò nella Liga Spagnola ed in Eurolega e ne sono molto felice.

Chiudiamo con un saluto a Trieste?

Assolutamente. Vorrei salutare tutto il pubblico di Trieste e raccomandare di continuare a sostenere la squadra. Quello che avete fatto, quando ci sono state le note vicissitudini giudiziarie, è una cosa che non ho mai visto, non ci sono parole per descriverlo. Non ho mai visto i tifosi raccogliere i soldi per garantire lo stipendio ai giocatori. E’ stata una cosa incredibile, che sottolinea l’attaccamento dei tifosi alla squadra. In nessuna parte del mondo hanno una tifoseria così. Trieste si merita di essere in serie A. —

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