Zoratti: «Ho visto la brutta copia dell’Ufm, la voglia non è mancata»

MONFALCONE. Bonus terminato, da qui in avanti non saranno ammessi ulteriori passi falsi. Un'Ufm completamente al di sotto degli abituali standard - altissimi come lo testimoniano i 64 punti in graduatoria - di rendimento dilapida metà del gruzzoletto che la poneva a distanza di sicurezza dalla Triestina. Ora il vantaggio si è ridotto a due lunghezze, non si potrà più perdere colpi. Complici un paio di grossolani sbadataggini in fase difensiva, l'assoluta inefficacia di Rocco e Bardini che per una volta non l'hanno praticamente vista e una mediana tutta muscoli e poche idee, un Lumignacco più affamato e attento è riuscito a strappare la spartizione della posta. E dire che Bogar e compagnia venivano da un prestigioso filotto, cinque successi, mentre nello stesso periodo gli udinesi intascavano la miseria di tre punti con ben quattro battute d'arresto incorporate. «Può essere che l'ultima affermazione ad Azzano sia stata deleteria lasciandoci un leggero senso di appagamento, magari qualcuno avrà pensato che battendo la terza forza del torneo - azzarda mister Zoratti - la contesa contro una pericolante possa essere una mera formalità, ma non è così. Purtroppo siamo incappati in una prestazione da dimenticare, ma ci può stare. La sosta servirà a riprendere coscienza di noi stessi e fare il punto della situazione, come era logico il campionato si deciderà alla fine». Visto l'andazzo il nocchiero biancazzurro le ha provate tutte: «Chi entra a gara in corso deve cambiare il passo alla squadra ed incidere maggiormente. Abbiamo buttato via 7-8 tra angoli e calci piazzati, percentuale troppo alta perchè abbiamo visto che in queste situazioni di palla inattiva si decidono le partite, il rigore di Tonizzo e la punizione di Acampora lo insegnano». Risalire la china per due volte anche in una domenica grigia come questa e un primato che parla ancora in proprio favore inducono invece a guardare la parte piena del bicchiere: «un punto è sempre un punto - concorda Zoratti - anche se questa era la brutta copia dell'Ufm che conosciamo. La reazione c'è stata, fino alla fine abbiamo corso e sgobbato per cogliere il massimo risultato nonostante la modalità troppo arruffona e scompaginata».
Matteo Marega
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