Offerta tedesca per il Molo Settimo

Il Molo Settimo fa gola al principale colosso europeo dei terminal container. È la tedesca Eurokai con sede ad Amburgo che in Italia opera attraverso la controllata Contship già presente a La Spezia, Gioia Tauro, Cagliari, Ravenna, Salerno oltre che a Tangeri in Marocco, e che ora punterebbe a gestire contestualmente anche le banchine di Trieste e di Capodistria per farne il superporto dell’Alto Adriatico. Il vicepresidente con delega ai terminal marittimi di Contship Italia, Marco Simonetti, affiancato almeno in un’occasione da Sebastiano Grasso, l’altro vicepresidente che sovrintende alle attività logistiche e intermodali, avrebbe incontrato già per tre volte, a Trieste e a Roma per discutere di questo tema specifico, il sindaco Roberto Cosolini e la governatrice Debora Serracchiani. Contship Italia si appresterebbe ora a fare un’offerta a Pierluigi Maneschi proprietario di Trieste marine terminal. Una conferma su almeno un colloquio face to face arriva dallo stesso Cosolini: «Normalmente incontro tutti gli operatori interessati a investire sull’area triestina - afferma il sindaco - così è stato un paio di anni fa per i manager di Apm Terminals (Gruppo Maersk) che ho portato poi anche dalla presidente dell’Autorità portuale e il cui interesse sul nostro porto mi pare non sia tramontato. Similmente non posso negare di aver visto nei giorni scorsi i vertici di Contship Italia». Che è una società che si occupa appunto di container anche se il sindaco non riferisce nemmeno l’oggetto specifico del colloquio.
L’operazione Contship scollinerebbe il 2015, prescindendo così da un anche marginale coinvolgimento nella trattativa dell’attuale governance dell’Authoruty vista la scadenza del mandato, il prossimo gennaio, di Marina Monassi. Non potrebbe però essere differita a lungo dal momento che il motivo scatenante dell’interesse di Contship è la “P3”, la sigla che contraddistingue l’alleanza monstre stretta tra le tre più grandi compagnie container al mondo: Maersk, Msc e Cma-Cgm che si appresta a colonizzare il mercato schierando 255 navi con una capacità complessiva di 2,6 milioni di teu, ma che già ora movimenta il 50% del traffico in Mediterraneo. E la P3 ha inserito Trieste (dove sbarcherà con un servizio di linea sembra già a fine agosto) assieme in Italia soltanto a Genova, La Spezia, Livorno e Napoli tra i suoi porti di destinazione finale.
La presenza di Simonetti e Grasso in piazza Unità (ma pare anche a Capodistria) nei giorni in cui era aperto il bando per la Ferriera di Servola, aveva indotto in errore: non era quello l’obiettivo di Contship che finora però ha fatto i conti senza l’oste, cioé senza lo stesso Maneschi. «Ho sentito della loro visita in città e pensavo fossero venuti per la banchina di Servola - replica quasi stizzito Maneschi, titolare di una concessione che scadrà appena nel 2031 - Se così non è, ho la conferma che l’Italia è un paese di pazzi. Se mai un giorno vorrò un socio, sarò io a scegliermelo. Ma forse c’è qualcuno che spera di entrare al Molo Settimo in modo subdolo, con appoggi politici. Non ci riuscirà perché non cedo nemmeno una quota di minoranza. Nonostante la concorrenza impari che ci viene da Capodistria (ma che con il progetto Contship verrebbe in qualche modo superata, ndr.), stiamo andando bene. Per la prima volta nel 2013 Trieste marine terminal ha chiuso il proprio bilancio in attivo (per 1 milione e 50mila euro, ndr.), sebbene siamo costretti a tenere le tariffe del 25% più basse dei porti del Tirreno. Cresciamo nei traffici, negli introiti, nell’occupazione. Di vendere non se ne parla proprio».
All’apparire dell’interesse del Gruppo Maersk, Maneschi aveva indicato proprio la necessità di arrivare a bilanci in attivo prima di poter prendere in esame eventuali proposte di acquisto della società. Come si fa a escludere nella sua reazione, una strategia per alzare il prezzo? Oltre a Contship e Maersk, anche Dubai ports avrebbe inviato propri manager in avanscoperta a Trieste: rischia di scatenarsi una piccola (dati i colossi in campo) asta. In una recente intervista al nostro giornale Simonetti ha affermato: «Sono fermamente convinto delle potenzialità di sviluppo del sistema portuale dell’Alto Adriatico. Sono convinto che Trieste abbia ampi margini di miglioramento, però può e deve fare di più».
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