Morto per investimento. L’Inail gli scrive: «Devi risarcire»

Anziano travolto da una moto mentre attraversava con il rosso. Dovrà pagare la famiglia della vittima
La scena dell’incidente dell’anno scorso sulle Rive
La scena dell’incidente dell’anno scorso sulle Rive

L’incidente si era verificato sulle Rive, davanti a piazza Unità il 16 dicembre del 2013. Una potente Yamaha 1300 lanciata a non meno di 90 chilometri orari aveva centrato Claudio Benussi, 89 anni, che stava attraversando la strada sulle strisce ma mentre il semaforo pedonale era rosso. A guidare la moto c’era Alessandro D’Angieri, 49 anni, dipendente della Regione, che in quel momento si stava recando in giro proprio per lavoro.

Benussi è morto un mese dopo lo schianto a causa delle gravissime lesioni. Ma l’Inail gli ha spedito una lettera: deve pagare i danni relativi all’invalidità dell’uomo che lo ha investito, e che è rimasto ferito. In tutto quasi 12 mila euro di indennizzo. Si chiama “azione di surrogazione”: l’Istituto di prevenzione degli infortuni sul lavoro ha avviato un’azione di rivalsa nei confronti del pensionato, responsabile diretto dell’investimento che gli è costato la vita ma che al contempo ha causato un danno fisico all’investitore.

La vicenda è emersa ieri a margine dell’udienza in cui, su richiesta dei difensori Giancarlo Muciaccia e Filippo Terrano e d’intesa con il pm Pietro Montrone, il giudice Giorgio Nicoli ha accordato la pena patteggiata di 11 mesi ad Alessandro D’Angieri. Il giudice ha anche disposto la sospensione della patente di guida del motociclista per otto mesi. In aula era presente anche l’avvocato Giorgio Borean, che assiste i famigliari dell’anziano. Famigliari che sono stati risarciti dall’assicurazione nei mesi scorsi. Ora, visto che l’anziano è morto, saranno i parenti, in quanto eredi, a dover pagare per lui.

L’incidente si era verificato attorno alle 10.30 all'altezza delle strisce pedonali sul lato mare del palazzo della Regione. La moto, una Yamaha Xjr 1300, sopraggiungeva dalla stazione diretta verso Campo Marzio. L’impatto era stato violentissimo. L’anziano era volato per una decina di metri in avanti. La Yamaha aveva proseguito per almeno 30 metri la sua corsa folle sulle Rive superando la mezzeria della carreggiata e continuando sul marciapiede dell’ex sede del Lloyd Triestino. Infine si era rovesciata nel mezzo dell'incrocio con via del Mercato Vecchio, proprio davanti all’hotel Savoia.

Le condizioni dell’anziano erano apparse subito disperate. In breve erano arrivati - nel caos del traffico bloccato - un’ambulanza del 118 e l’auto medica. Benussi - rimasto privo di sensi - era stato trattato immediatamente sul posto. All'ospedale di Cattinara erano proseguite le cure. Ma il suo cuore aveva resistito solo per un mese. Poi era stato stroncato dagli effetti di una serie impressionante di infezioni subentrate durante la degenza.

Pochi giorni dopo la morte di Benussi, il nome di Alessandro D’Angieri è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, in particolare perché «alla guida della propria moto tenendo una velocità non inferiore a 90 km/h (il limite è di 50) ha investito Claudio Benussi che stava attraversando la carreggiata nonostante per lui il semaforo proiettasse luce rossa».

La lettera dell’Inail indirizzata al morto è arrivata nei giorni scorsi: l’hanno ovviamente dovuta ritirare i familiari. Mentre Benussi era ricoverato in fin di vita in rianimazione, anche D’Angieri era in malattia. Tutto questo ha comportato un costo per l’Inail: 11mila 803 euro. «Abbiamo agito - spiegano all’Inail - alla luce della denuncia di responsabilità a carico dell’uomo che aveva attraversato la strada con il semaforo rosso». L’anziano morto non era assicurato.
 

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