A Trieste la messa di Santo Stefano è sub

Il cane terranova Golia gli ha portato sotto la campana di plexiglass a cinque metri di profondità l'omelia impermeabile e il parroco, don Francesco Pesce, attraverso un microfono l'ha letta facendola ascoltare alla folla gremita intorno alla Scala reale, in piazza Unità. Come tradizione, anche oggi, per la 38.a edizione, è stata celebrata la Messa di Santo Stefano sott'acqua organizzata dal Sub Sea Club di Trieste.
La folla da terra ha potuto seguire la messa su un maxischermo montato su un camion parcheggiato davanti allo specchio di mare. In acqua, invece, intorno a don Pesce, fresco di brevetto subacqueo e al sicuro dentro la muta termica, c'erano i cani addestrati dell'unità cinofila del soccorso nautico della Protezione civile di Grado, e una settantina di subacquei.
La cerimonia si è svolta sotto un sole forte e limpido con aria tersa grazie a qualche raffica di Bora soffiata nel corso della notte, ma con temperature basse e in acque, ovviamente, fredde. Anche l'epilogo è stato tradizionale: con panettone e vin brulè per chi si era immerso, ma anche per chi era rimasto all'asciutto.
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