Scatta l’emergenza cinghiali Piano per 535 abbattimenti

La popolazione dei cinghiali sembra essere tendenzialmente in calo eppure nella zona di Piuma la presenza di questi animali rimane un problema. Venerdì si aprirà la caccia di selezione, ma gli ungulati hanno imparato che il parco sull’Isonzo rappresenta per loro un rifugio sicuro dove i cacciatori non possono sparare. Di notte non è difficile vederne nel quartiere e la presenza dell’uomo non li spaventa, anzi. Ad attirarli è il cibo e il fatto che in quest’area non abbiano antagonisti naturali favorisce il loro prolificare. Secondo il censimento animali effettuato a metà marzo, nei 9.500 ettari del Distretto venatorio numero 7 “Collio” sono presenti 357 esemplari di varie età. Calcolando un incremento annuo della specie del 150%, per contenerne l’espansione la Regione ha approvato un piano d’abbattimento di 535 cinghiali.
Tenere l’equilibrio costante è però difficile, perché c’è una continua migrazione con la Slovenia dove le regole sono diverse. Ci sono periodi in cui la popolazione sembra sparire completamente per poi tornare all’improvviso. È accaduto lo scorso anno quando, tra agosto e novembre, gli abbattimenti sono scesi praticamente a zero, salvo poi salire all’improvviso nel bimestre successivo. Delle 17 riserve di caccia del distretto numero 7, quella di Lucinico, è storicamente quella con la maggior presenza di cinghiali. Qui per la stagione venatoria 2015/2016 è stato approvato un piano di abbattimenti che può arrivare fino a 87 esemplari. In ogni caso, gli ungulati si avvicinano alle case in tutte le aree ai piedi del Monte Calvario. Nella zona limitrofa a via Ponte del Torrione la presenza è ormai diventata una costante ed è sempre più un problema gestirla. Da venerdì al prossimo 15 gennaio nella riserva di Piuma potranno essere abbattuti 39 cinghiali (27 in quella attigua di Piedimonte), il problema è che la riserva di caccia confina con il parco e, come sottolinea Roberto Castellan, presidente del distretto venatorio “Collio”, questo funge da dormitorio/rifugio per gli animali. «Stanno lì a fare la bella vita – dice con velata ironia -. Nel parco l’attività venatoria è vietata anche ai guardiacaccia. Chi spara nel parco diventa un bracconiere». Tra gli abitanti di Piuma c’è stato chi, stremato dalle incursioni, ha proposto di cacciare gli animali che si avvicinano alle abitazioni. «Qualcuno vorrebbe che sparassimo tra le case, in teoria sarebbe possibile con un’autorizzazione del prefetto, ma si entra in un terreno minato e di pubblica sicurezza», nota Castellan. «La concentrazione del Bosco di Piuma è un’anomalia dovuta al fatto che ci sono persone che portano cibo ai cinghiali – sottolinea Mario Leopoli, già presidente del Distretto numero 7 e oggi vice di Castellan -. Il cinghiale è opportunista e molto intelligente. È in grado di abituarsi all’uomo come fanno i cani. Si pensi che a Berlino c’è una popolazione stimata tra i 5 e i 7 mila capi. Nei comuni di Gorizia e San Floriano c’è la maggior concentrazione di cinghiali perché più del 50% della superficie boschive del Collio si trova qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








