Alberi abbattuti, il sindaco chiede a Rfi misure anti-rumore

FOGLIANO REDIPUGLIA. Non si spegne ancora la polemica, a Fogliano Redipuglia, dopo l’imponente opera messa in atto da Rete Ferroviaria Italiana che ha trasformato in trucioli e segatura una quarantina di alberi che da anni facevano bella mostra di se a fianco della stazione ferroviaria. Se, da un lato, c’erano da rispettare le regole, quelle legate alla distanza di sicurezza dalle rotaie, dall’altro c’è il fatto che quei pini e quegli abeti vecchi di decine e decine d’anni, erano anche ottime barriere protettive per il rumore. Ed è per questo che il sindaco, Antonio Calligaris, ha scritto a Rfi chiedendo proprio quali siano le “intenzioni” rispetto all’assenza delle piante che, fino ad oggi, fungevano da protettore.
«Ho segnalato a Rfi – spiega il primo cittadino - che, in mancanza di ripristino della vegetazione, sia pure nei limiti consentiti, potrebbe verificarsi la necessità per la stessa di installare altri mezzi idonei a mitigare il nuovo impatto acustico della linea ferroviaria sulle vicine abitazioni. È qualcosa di basilare e di importante per salvaguardare le persone, anche se, debbo rilevarlo, alberi rigogliosi e di alto fusto erano tutta un’altra cosa».
Rende tristi il fatto che simili alberature siano state rase al suolo, anche se una manutenzione radicale, dopo anni di abbandono, andava certamente eseguita. C’è la speranza che le essenze arboree ormai senza vita possano essere sostituite e che la stazione, oggi sede del museo multimediale della Grande Guerra, possa essere ingentilita dalla messa a dimora di nuovi alberi. Alla Pro loco, che gestisce il sito assieme all’associazione “Clio” e all’amministrazione comunale è stata data ampia assicurazione in merito a ciò. Il ripristino del verde prevede la piantumazione, su tutta l’aiuola di destra dove si trova l’ulivo del centenario, di oleandri rossi a cespuglio, così da rendere più graziosa la facciata dell’entrata museale. Quegli alberi, o molti di quelli rasi al suolo, erano lì ancora prima del 1936. Era il 4 novembre del 1936 quando, con una grande e particolare cerimonia, veniva inaugurata la regia stazione di Redipuglia, un edificio dalle forme architettoniche particolari, ancor oggi inedito in tutto il resto del mandamento, posto lungo la linea Trieste-Udine. Dopo anni di assoluto immobilismo, ci si è messi all’opera non proprio trovando il gradimento di tutta la gente. Sta di fatto che una ditta specializzata ha provveduto alla potatura e, in alcuni casi, anche all’abbattimento di 50 tra pini e abeti, ma anche di altre piante. Un’operazione, che non è passata inosservata e che si è resa obbligatoria per liberare gli impianti elettrici aerei, ormai fortemente compromessi dalla vegetazione, ovviamente trascurata da anni.(lu.pe.)
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