Staranzano aiuta altri profughi: venti alla casa per ferie

Grazie alla parrocchia sono stati ospitati nella struttura di Lungis, in Carnia. Vi rimarranno fino a settembre 2016
Di Ciro Vitiello
Bonaventura Monfalcone-15.07.2015 Arrivo migranti afghani-Staranzano-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-15.07.2015 Arrivo migranti afghani-Staranzano-foto di Katia Bonaventura

STARANZANO. Sono arrivati 20 migranti ospitati a Lungis, in Carnia, nella casa estiva di proprietà della Parrocchia di San Pietro e Paolo a Staranzano, utilizzata per le vacanze e i campi estivi dei ragazzi delle associazioni locali che stavolta devono farne a meno. Si tratta di una piccola frazione che dista a 3 chilometri dal Comune di Socchieve in provincia di Udine, dove risiedono circa solo 130 abitanti. Gli emigrati sono maschi, di età media fra i 20 e 30 anni, dei quali più della metà proviene dai paesi dilaniati dalla guerra, poi dall’Afganistan, dai Paesi dell’Africa centrale, ma c’è anche una buona rappresentanza di profughi che arrivano dal Bangladesh. “Cugini” della folta comunità di oltre 3mila persone che si trovano solo a Monfalcone e nel mandamento monfalconese. I profughi ospitati a Lungis, sono tutte persone che attendono la documentazione per ottenere l’asilo politico, un percorso pieno di difficoltà che deve rispettare un iter burocratico piuttosto lungo. Altri sono in attesa di avere il permesso di soggiorno per spostarsi poi liberamente sul territorio nazionale o in altre parti d’Europa.

La notizia dell’accoglienza dei 20 stranieri è stata confermata dal parroco don Francesco Fragiacomo, all’indomani della loro sistemazione nella struttura che è stata pure adeguata per affrontare i rigori invernali. «Per quanto riguarda lo stabile che abbiamo messo a disposizione – dice – si tratta di un utilizzo in comodato a seguito di un accordo stipulato con la Caritas di Udine e consolidato per una situazione in precedenza temporanea trasformandola in un periodo di tempo ben determinato. Infatti, gli stranieri vi resteranno fino a settembre del 2016. La fase sperimentale era cominciata nel giugno scorso. Essendo un paese di pochi residenti, abbiamo avuto anche qualche incontro con la gente onde evitare attriti con la popolazione locale non abituata a questo “esodo” in massa. Dopo il chiarimento che abbiamo avuto, sembra che tutto sia tornato nella normalità. In fondo si tratta di affrontare un momento difficile e aiutare questa povera gente».

Con questi nuovi arrivi, il Comune di Staranzano fa un balzo in avanti nel dare il suo contributo nell’ambito di un problema di rilevanza internazionale, passando da 8 a 28 migranti, anche se con modalità differenti. Le 20 persone derivano da un accordo con la Caritas di Udine. Intanto gli 8 immigrati arrivati lo scorso luglio a Staranzano sono sempre alloggiati in due appartamenti del centro, accolti nel quadro del programma di “accoglienza diffusa” siglato nei mesi scorsi dalla maggior parte dei sindaci della provincia di Gorizia. Ci sono quattro afgani, due senegalesi, un pachistano e uno del Gambia. Le nazionalità cambiano in quanto capita che alcuni, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, si allontanano in cerca di lavoro altrove, soprattutto a Roma, Torino o Milano, ma anche all’estero per unirsi ai loro parenti che hanno già trovato una sistemazione. Il sindaco Riccardo Marchesan ribadisce che per gli ospiti è sempre in atto un disegno di integrazione nella comunità, nonostante la loro permanenza non sia continua, sia per imparare gli elementi della lingua italiana per comunicare con la gente che per assimilare nozioni per integrarsi nel territorio. Iniziative sono portate avanti dai volontari e dalle associazioni locali.

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