Il Mondo Unito a “lezione” di Grande Guerra

Gli allievi del Collegio hanno ospitato studenti di Trieste e Buie per l’incontro ideato da “Radici & Futuro”
Lasorte Trieste 17/11/15 - Duino, Collegio del Mondo Unito, Concorso sulla Grande Guerra
Lasorte Trieste 17/11/15 - Duino, Collegio del Mondo Unito, Concorso sulla Grande Guerra

DUINO AURISINA. Superare l’approccio nozionistico, per approfondire la storia e, in particolare, uno dei suoi capitoli più importanti e complessi, soprattutto per queste terre, cioè la Prima Guerra mondiale, partendo da una visuale articolata e organica che tenga conto delle pulsioni sociali, dei drammi locali, delle atmosfere, delle sensazioni e delle illusioni di quel periodo. Era questo l’obiettivo, pienamente centrato, della manifestazione svoltasi ieri nell’Auditorium del Collegio del Mondo Unito di Duino, intitolata “Cent’anni dopo, ricordiamo con i giovani la Grande Guerra”, evento conclusivo del progetto “Grande Guerra, l’anno fatale - Giovani a confronto sui giornali dell’estate 1914”, organizzato dall’associazione di volontariato culturale artistico “Radici & Futuro” in collaborazione con la Regione e la Provincia.

In sala decine di studenti di Carducci-Dante e Petrarca, del da Vinci di Buie e del Collegio stesso. Moderati da Mario Mirasola, registra radiotelevisivo e autore di programmi, i lavori sono iniziati con l’introduzione di Laura Capuzzo, segretario generale e fondatrice di “Radici & Futuro”. «Con il nostro progetto - ha detto - abbiamo cercato di far capire ai giovani le ragioni che portarono a quell’immane catastrofe, con lo scopo di evitare il ripetersi di altre analoghe esperienze». Capuzzo ha ricordato che «i giovani partecipanti hanno approfondito quelle vicende storiche leggendo i giornali dell’epoca». Stefano Pilotto, docente di Storia delle relazioni internazionali al Mib, ha evidenziato l’aspetto emotivo della fase pre-conflitto: «In tutti i paesi c’erano due grandi partiti, da una parte quelli che volevano la guerra, dall’altra i pacifisti. In una fase successiva, in Italia subentrò la voglia della maggioranza di entrare in guerra per conquistare le terre irredente». Nicolò Giraldi ha riproposto il suo libro “La grande Guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale”, sottolineando che «proporre ai giovani un nuovo modo di conoscere la storia di quella guerra è fondamentale. Nel mio libro si descrive un viaggio, superando gli abituali percorsi di studio». Il giornalista e fotografo Claudio Ernè ha parlato di come «la stampa, durante il conflitto, fosse sottoposta a pesanti tagli e censure».(u.s.)

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