Spalato, la Chiesa pignora i beni del “frate playboy”
SPALATO. Nei guai fra Šime Nimac, il cosiddetto “frate playboy della Dalmazia”. La Chiesa cattolica croata, per l’esattezza la parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di Bascavoda, località della regione di Spalato, ha avviato il processo di pignoramento dei beni appartenenti al religioso. I procedimenti sono in corso ai tribunali di Spalato, Bencovazzo e Zara, con esiti che appaiono scontati e dovrebbero riguardare appunto l’esproprio delle proprietà di questo controverso frate francescano, salito agli onori della cronaca non per la sua fede o per iniziative benefiche, ma per aver venduto abusivamente un terreno di proprietà della Chiesa (quasi 40mila metri quadrati).
Fra Šime, all’epoca della vendita parroco di Bascavoda, aveva intascato circa 10 milioni di kune, pari a un milione e 305mila euro: denaro che gli era servito per darsi alla bella vita assieme alla bionda e avvenente bancaria Jasmina Biloni„. Erano stati acquistati motoscafo e auto, la coppia si divertiva e non badava a spese. La giustizia, quella terrena, non ha perdonato i reati commessi dal frate e dalla donna, condannando il religioso a 24 mesi di reclusione e Jasmina a 21. Se la Corte suprema croata dovesse confermare i verdetti, i due finiranno in carcere per scontare la pena.
Intanto il tribunale spalatino ha già venduto all’asta per 20mila euro l’auto acquistata dal frate dopo la compravendita illegale del lotto, effettuata cioè a insaputa delle autorità ecclesiastiche. Sotto processo di esecuzione si trova ora l’oliveto di fra Šime, un terreno di ben 14 ettari situato nella località natia del francescano, a Lišane Ostrovi›ke, nell’entroterra di Zara. A breve l’esproprio e la relativa vendita dovrebbero riguardare un secondo lotto di proprietà del religioso, circa quattro ettari dislocati negli immediati dintorni di Zaravecchia (Biograd), località della contea di Zara. Va ricordato che i 40mila metri quadrati di terreno erano stati venduti da fra Šime all’impresa Sun›ani bast di Spalato. Mesi fa la parrocchia di Bascavoda aveva chiesto alla Sun›ani bast la restituzione del lotto, vedendosi rispondere che in quel caso la Chiesa avrebbe dovuto restituire i 10 milioni di kune, pagando anche gli interessi di mora. Non c’è stato un seguito. (a.m.)
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