Pesce venduto dopo il sequestro Agenti a processo

SPALATO. Poliziotti dalmati non proprio irreprensibili, ma buongustai. Sette agenti della Polizia marittima sono sotto processo al tribunale regionale di Spalato perché accusati di una serie di reati...

SPALATO. Poliziotti dalmati non proprio irreprensibili, ma buongustai. Sette agenti della Polizia marittima sono sotto processo al tribunale regionale di Spalato perché accusati di una serie di reati commessi alcuni anni fa durante l’espletamento del servizio. Uno di questi riguarda il sequestro del pescato a un pescatore italiano (regolarmente processato e condannato) che aveva calato le reti in acque territoriali croate. Secondo regolamento i pesci, crostacei e molluschi presi illegalmente vanno distrutti, il che avviene nella stragrande maggioranza dei casi scaricando il pescato in mare. Ma in base alle intercettazioni ordinate dall’Uskok, l’ufficio croato per la lotta alla corruzione e alle criminalità organizzata, non era andata proprio così.

L’operazione di polizia intitolata Timone aveva permesso di scoprire che gli agenti invece di distruggere il pescato lo aveva venduto, intascando discrete sommette. Per arrivare a tanto, erano giunti a falsificare il verbale dell’operazione scrivendo che quanto sequestrato era stato gettato in mare.

Non è tutto: al pescatore italiano gli agenti avevano anche sequestrato otto aragoste. Vendute anche quelle? Macché: i poliziotti se le erano gustate in compagnia. Poi avevano telefonato a vari conoscenti, vantandosi dell’abbuffata e sostenendo con convinzione (così dalle intercettazioni telefoniche) che le aragoste sono un ottimo afrodisiaco. (a.m.)

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