Trieste, muore a quindici anni travolta da un’auto

TRIESTE Una ragazzina è stata centrata da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Giulia Buttazzoni aveva appena quindici anni. È morta ieri mattina in via de Marchesetti, vicino al Ferdinandeo, a pochi metri dalla fermata della 25.
È successo pochi minuti dopo le 7. Giulia, che stava andando a scuola, aveva affrettato il passo perché il bus che l’avrebbe dovuta portare - come tutte le mattine - al Deledda-Fabiani stava per arrivare. Non ha però “tagliato” il percorso verso la fermata del bus per farlo più breve. Ha seguito la strada corretta lungo le strisce pedonali. Eppure, tanta prudenza, non è bastata.
Tutto è accaduto all’improvviso, in una frazione di secondo. È spuntata dalla parte del Ferdinandeo una vecchia Volvo V40 scura che, come spesso accade in quella strada teatro negli anni di tanti incidenti anche tragici, viaggiava a velocità sostenuta, come poi hanno potuto accertare gli agenti della polizia locale che hanno condotto i rilevi.
Il conducente del veicolo, M.D. le sue iniziali, 60 anni, non ha fatto nemmeno in tempo a frenare né a deviare la traiettoria della corsa. Così l’impatto, avvenuto all’altezza dell’ingresso del parcheggio del Farneto, è stato inevitabile. Giulia è finita pesantemente sul cofano e poi il suo corpo è rimbalzato contro il parabrezza che si è infranto dalla parte destra. Infine è rotolato al centro della carreggiata.
M.D. - sotto choc - è sceso, dopo aver percorso pochi metri, dall’auto. Ha subito visto il corpo - esanime - della ragazzina davanti ai suoi occhi. A pochi metri c’era lo zaino con i libri scolastici. Sull’asfalto, come poi hanno rilevato gli agenti della polizia locale, nessun segno di frenata. L’auto - come un siluro lanciato senza bersaglio, come una scheggia impazzita - ha raggiunto la ragazzina che in quel momento stava attraversando la strada. È stato un impatto devastante.
L’uomo - turbato - si è appoggiato alla fiancata della vettura perché non riusciva a stare in piedi. Forse anche perché - si saprà poi - per camminare il conducente della Volvo, per ragioni di salute, è costretto a usare, per sostenersi, un paio di stampelle che, nella drammatica concitazione dei fatti, ieri sono rimaste appoggiate sul divano posteriore della vettura.
Un’ ambulanza vuota stava passando in quei minuti di agonia proprio per via de Marchesetti. L’allarme così è stato immediato. Lo hanno capito fin da subito i sanitari del 118. E poi anche quelli inviati dopo pochi minuti dalla centrale operativa. Con loro, il medico dell’emergenza. Ma purtroppo non c’è stato nulla da fare per Giulia. Come poi ha potuto constatare il medico legale Paolo Peruzzo che ha effettuato un lungo sopralluogo.
In breve la notizia del tragico incidente si è diffusa. Ed è arrivata quasi subito ai genitori della ragazzina che abitano a un centinaio di metri dal Ferdinandeo, in via Gridelli. Il padre, Silvio, è un ispettore capo della Polizia stradale. Di incidenti, nella sua lunga carriera professionale, ne ha rilevati tanti, anche tragici.
Ma mai, nella sua vita, avrebbe pensato di ricevere un giorno quella stessa notizia che lui, in tante altre circostanze pur non avendo mai voluto per sensibilità e pietà, era purtroppo stato costretto dalle circostanze e dal dovere ingrato del suo lavoro a comunicare a madri, padri e parenti. È accorso, assieme alla moglie, in via de Marchesetti e si è trovato davanti al corpo senza vita della sua bambina. Vicino a lui i colleghi muti, attoniti, sgomenti.
Mentre gli agenti della polizia locale effettuavano i rilievi di legge, attorno alla zona dell’incidente, delimitata dai nastri di nylon bianchi e rossi, si sono trattenute molte altre persone turbate per l’incredibile e assurda morte della ragazzina che è stata travolta mentre andava a scuola.
Si è poi saputo che M.D., il conducente della Volvo V40, è stato accompagnato all’ospedale di Cattinara, perché ha avuto un mancamento dovuto allo choc per l’accaduto. È indagato per omicidio stradale. La vettura è stata sequestrata per ordine del pubblico ministero di turno.
La pagina Facebook di un istituto superiore di Salerno, che la giovane aveva visitato durante la Settimana Internazionale dell'amicizia, è stata listata a lutto nel ricordo della "solarità, educazione e professionalita' di questa sfortunata ragazza".
Riproduzione riservata © Il Piccolo









