Curva dei contagi ancora in crescita, la Slovenia sigilla i confini per altre tre settimane

La decisione del governo sentiti gli esperti. Scandalo all’ospedale di Zagabria
Una ragazza in bicicletta passa accanto a un poliziotto nei pressi di Tromostovje a Lubiana dove il centro appare deserto. rtvslo.si
Una ragazza in bicicletta passa accanto a un poliziotto nei pressi di Tromostovje a Lubiana dove il centro appare deserto. rtvslo.si

LUBIANA. L’indice di contagio non si abbassa, anche ieri in Slovenia i nuovi casi di Covid-19 sono stati 2.488 su 7.202 tamponi effettuati il che significa che è risultato positivo il 34,55% dei testati. I ricoverati negli ospedali del Paese sono 660, di cui 109 in terapia intensiva. Otto i decessi. Visti i dati, il governo ha deciso di prolungare fino a complessivi 28 giorni le norme restrittive emanate la scorsa settimana e valevoli per soli sette giorni. Il che significa quarantena per chi arriva dal Friuli Venezia Giulia, ristoranti, bar, alberghi, palestre e casinò chiusi, divieto di spostamento dal proprio comune di residenza, coprifuoco dalle 21 alle 6 e trasporto pubblico ridotto a un terzo della sua capacità operativa.

Dal punto di vista sanitario a preoccupare sono, oltre allo stress e al super lavoro cui è sottoposto il personale medico e infermieristico in queste ore negli ospedali sloveni, la quantità di ricoveri in terapia intensiva per cui è stato deciso l’acquisto per complessivi 97.000 euro di tutte le apparecchiature integrative necessarie ad abilitare i respiratori acquistati in primavera alla cura dei pazienti Covid-19. I respiratori all’epoca furono comperati con procedura molto sospetta e contro il parere degli esperti medici che li avevano definiti «non utili alle cure cui dovevano essere destinati».

Prova ne sia l’ulteriore esborso per distribuirli ora alle terapie intensive del Paese. Il governo, comunque, come comunicato dal portavoce Jelko Kacin, ha stanziato ulteriori 20 milioni di euro per l’emergenza sanitaria da Covid-19, portando così complessivamente la posta a bilancio a 59 milioni di euro. «Cerchiamo di consentire il ricovero di tutti i pazienti che necessitano di cure intensive: non si tratta solo dello spazio, ma anche delle attrezzature e del personale che si prenderanno cura di un tale paziente. Questi hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24 e di personale che sappia come utilizzare tutte le pompe e le attrezzature. Non possiamo formare tale personale in pochi giorni o ridistribuirlo da altri reparti», ha spiegato Mateja Logar, infettivologa della Clinica per le malattie infettive di Lubiana. È stato rilevato un forte aumento dei contagi tra le persone di età compresa tra 35 e 45 anni e la percentuale di donne infette è più alta in tutte le fasce di età, mentre il numero di contagi tra gli operatori sanitari è in costante crescita.

I due terzi delle case di riposo del Paese sono state contagiate e tutto questo ha determinato la congestione degli ospedali. Per questo motivo si sta pensando di predisporre alcuni residence per malati di minore gravità nelle strutture dei centri di cura termali della Slovenia. Secondo il direttore dell'Associazione dei resort sanitari naturali sloveni, Iztok Altbauer, l'ammissione dei pazienti con Covid-19 è un fattore nuovo per la categoria, per cui devono attivare tutta una serie di preparativi in quanto, se i letti sono sufficienti, i problemi arrivano dal personale non qualificato a trattare simili patologie virali e dalle strutture stesse non operative come ospedali.

Nella confinante Croazia ieri i nuovi contagiati sono stati 2.776 in 24 ore (nuovo record) a fronte di 9.679 tamponi effettuati. Diciotto le vittime. Anche qui è al limite dell’implosione il sistema sanitario nazionale, dove, per non farsi mancare nulla, è esploso lo scandalo dell’ospedale Dubrava, uno dei principali di Zagabria.

Qui, dopo una lettera di denuncia anonima da parte di un medico sulla malagestione del nosocomio, gli ispettori del ministero della Sanità hanno appurato «una comunicazione inadeguata tra la direzione dell'ospedale e il coordinatore del Centro di Terapia Intensiva Primaria, che in qualche modo ha portato all'istituzione di un sistema di gestione duale senza responsabilità e autorità chiaramente definite». Salterà la direzione dell’ospedale, mentre ieri il governo ha mandato a casa il cda del nosocomio. Punizioni immediate al tempo del coronavirus. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Riproduzione riservata © Il Piccolo