Tornano nelle piazze le Arance della salute

Giulia Basso



Anche in questi anni di pandemia la ricerca contro il cancro ha compiuto importanti passi in avanti, che si sono tradotti in avanzamenti nella cura e diagnosi precoce. La mortalità per cancro continua a calare in Europa e in Italia: nel 2022, stima il rapporto Annals of Oncology, diminuirà del 6% negli uomini e del 4% nelle donne rispetto a cinque anni fa. Ma c’è ancora tanta strada da fare. I ricercatori sono al lavoro, ma la ricerca va finanziata. Un’occasione per fare la propria parte viene dall’iniziativa di Fondazione Airc, che domani tornerà con i propri volontari nelle piazze italiane – e dunque anche a Trieste – con le “Arance della Salute”, la consueta raccolta fondi per la ricerca contro il cancro.

Si potrà scegliere tra reticelle di arance rosse italiane, con una donazione di 10 euro, marmellata d’arancia (6 euro) e miele millefiori (7 euro). «È un’iniziativa che unisce il sostegno alla ricerca con la sensibilizzazione nei confronti della prevenzione, a partire dalle sane abitudini a tavola», commenta Michela Cattaruzza, presidente del Comitato Fvg della Fondazione Airc, che dal 1981 organizza numerosi appuntamenti di raccolta fondi che si affiancano alle campagne nazionali.

Nel 2022, evidenzia la presidente, Fondazione Airc ha stanziato per il Fvg due milioni 574 mila euro per il sostegno di 27 progetti di ricerca e due borse di studio. In particolare un milione 755 mila euro sono andati a progetti presentati da ricercatori del sistema scientifico triestino: l’Icgeb, l’Università di Trieste, Elettra Sincrotrone, la Sissa e il Burlo Garofolo. Tra i progetti finanziati c’è per esempio quello di Giovanni Sorrentino, dell’Università di Trieste, che studia lo sviluppo del tumore al fegato. O quello di Federica Benvenuti, dell’Icgeb, che punta a comprendere i meccanismi attraverso i quali il sistema immunitario riconosce le cellule tumorali come nemici e attiva una risposta specifica. —



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