Dopo Spalato anche a Fiume gli ultrà intonano cori nazisti
In occasione dell’inaugurazione a Vežica di un nuovo murale dell'Armada è stata cantata la canzone si è cantata la canzone Jasenovac e Gradiška Stara. La prima cittadina sollecita l'intervento di polizia e Procura per punire i responsabili

Dopo i cori antisemiti e nazisti a Spalato, a Fiume si è cantata la canzone Jasenovac e Gradiška Stara, che celebra il regime ustascia di Ante Pavelić e inneggia all’uccisione dei serbi. Proprio a Jasenovac e a Stara Gradiška, durante la Seconda guerra mondiale, si trovavano due campi di concentramento e sterminio, dove le vittime (serbi, rom, ebrei, comunisti croati) erano state decine di migliaia.
Il deplorevole, grave, episodio è avvenuto nel rione orientale di Vežica, dove gli ultrà del Rijeka calcio, gli appartenenti all’Armada, hanno inaugurato un nuovo murale raffigurante l’aquila bicipite, simbolo del capoluogo quarnerino, come pure gli stemmi della Croazia e dello stesso Rijeka, opera dell’artista locale Vito Trkulja. Il fatto è avvenuto alcuni giorni fa ma i media locali si erano più che altro soffermati sull’evento, senza dare particolare risalto alla canzone intonata da quelli dell’Armada, rilevando che si era trattato di una festa in cui le esternazioni d’amore verso il club del Rijeka e Fiume si erano letteralmente sprecate.
La prima a denunciare l’accaduto è stata la docente fiumana Renata Kolombo, che sulle reti sociali ha parlato di balordi che un tempo venivano sistemati nelle cliniche psichiatriche di Arbe e Vrapče, mentre adesso rivestono un ruolo sociale d’indubbia importanza, scalata che li ha visti incontrare in diverse occasioni – ha detto – anche la sindaca fiumana Iva Rinčić.
Nonostante la stoccata, la sindaca ha diffuso un comunicato in cui ha sottolineato che i luoghi di morte, di sofferenze, come Jasenovac e Stara Gradiška, non possono far parte della cultura dei tifosi, né sono parte integrante dell’identità urbana di Fiume.
Nel condannare il tristemente noto corteo di Spalato, Rinčić ha invitato polizia e Procura statale a fare il loro dovere, individuando i responsabili di quanto verificatosi nel quartiere di Vežica, punendoli in base alla legge. «I veri sostenitori del Rijeka – ha aggiunto nel comunicato – sanno che non si può tifare per il proprio club cantando e celebrando quelli che furono i patimenti, i dolori altrui».
Intanto l’Hajduk Spalato è venuto a conoscenza delle misure adottate nei suoi confronti dalla Disciplinare dell’Uefa per quanto avvenuto durante la gara di Conference league contro l’Ajax Amsterdam. Gli spalatini giocheranno la prossima partita interna a spalti vuoti e inoltre devono pagare un’ammenda di 96.000 euro. Dato che nelle competizioni europee l’Hajduk ha una media spettatori di 30.000 unità, si ritiene che il danno per il club dalmata ammonti a circa 1 milione di euro, cifra sicuramente importante per le casse societarie. L’Uefa non ha sanzionato gli spalatini per il predetto corteo e quasi sicuramente non lo farà, lasciando che sia la giustizia croata ad occuparsi del caso.
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