La carica degli studenti in Serbia, sondaggi in volo mentre Vučić cerca la riconferma
Tra un tour nelle province del paese e la candidatura a premier, l'attuale presidente ammette le difficoltà in vista del voto autunnale

Un nuovo sondaggio, il secondo in pochi mesi, prodotto da un’istituzione conservatrice Usa non certo sospettabile di simpatie antigovernative, conferma le tendenze emerse. E suggerisce nuovamente che il “partito degli studenti”, la Studentska Lista, sarebbe vicino a conquistare i cuori della maggioranza dei serbi.
L’uomo forte, l’attuale presidente Aleksandar Vučić, che ha più volte annunciato le dimissioni – senza mai formalizzarle – e mira ora alla poltrona di premier, batte nel frattempo la provincia profonda, per tastare il polso alla sua base più fedele.
Accade in Serbia, dove già infiamma una campagna elettorale informale, dato che le tanto attese elezioni anticipate non sono ancora state calendarizzate. Ma il tema voto rimane quello più caldo, nella torrida estate 2026. Non potrebbe essere altrimenti, vista la posta in palio. E le premesse.
Come un nuovo sondaggio dell’International Republican Institute (Iri), think tank vicino all’area repubblicana Usa. Che ha da una parte verificato come quasi il 70% dell’elettorato si dica pronto ad andare a votare. Per chi? Qui le cose si fanno interessanti.
Anche se l’Iri non ha condotto una vera e propria indagine elettorale, ha comunque chiesto al campione se prenderebbe in considerazione l’idea di votare una lista degli studenti. Il 46% ha risposto positivamente, contro il 40% che ha escluso questa possibilità. Un dato che non equivale a un’intenzione di voto – e non è quindi direttamente confrontabile con un sondaggio elettorale – ma che conferma la potenziale ampiezza del bacino elettorale del movimento. E ben il 46%, la stessa percentuale che si è detta pro-Ue nello stesso sondaggio.
Iri ricalca a grande linee un’altra ricerca resa pubblica di recente da Crta-Stanford University, che ha attribuito agli studenti un 45% di preferenze tra gli elettori che hanno già deciso cosa votare, contro il 36% dei pro-Sns di Vučić. Studentska Lista è quotata come leggermente favorita alle urne anche da uno studio dell’autorevole rivista Nova Srpska Politička Misao (Nspm), che ha accreditato quasi il 40% delle preferenze, con l’Sns sotto di circa due punti.
E neppure Vučić sembra più così certo dell’ennesimo trionfo. «L’altra parte, la cosiddetta Studentska Lista, dice di essere in vantaggio, io ci credo», ha affermato tra il serio e l’ironico il presidente, che ha anticipato che sarà una «campagna elettorale indubbiamente molto difficile».
Il premierato? Se ne deve ancora parlare con i vertici dell’Sns, ha aggiunto. E in caso di vittoria degli studenti? Anche se dovessero «vincere con lo 0,5-1%, riconoscerò subito il risultato e mi congratulerò con loro, ma non ho sentito la stessa cosa da parte loro». In ogni caso «sarà il popolo serbo a decidere», con alta probabilità «a ottobre o a inizio novembre».
Vučić, da giorni, è in “tournée” pre-elettorale nel paese, girando di villaggio in villaggio per rinsaldare la base del suo Sns a suon di promesse. E grandi raduni a Užice e Novi Sad.
Ma anche gli studenti si stanno mobilitando. Dopo l’operazione “Uno studente in ogni villaggio”, è partita la campagna porta a porta per far conoscere la lista. E i candidati della futura Studentska Lista, per ora solo un’associazione e non ancora un partito a tutti gli effetti, «assieme agli studenti promuoveranno il programma», non appena saranno indette le elezioni, ha fatto sapere il movimento.
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