Il Bar Acli di cambia gestione: ritorna in città Giovanni Bertossi

Tuni passa la mano al noto ronchese che vanta 40 anni nella ristorazione: «Sono felice, tra le novità penso a grandi eventi a tema tutto l’anno»

Luca Perrino
L’inaugurazione del bar Acli gestito da Bertossi sopra con sindaco e collaboratori (Bonaventura)
L’inaugurazione del bar Acli gestito da Bertossi sopra con sindaco e collaboratori (Bonaventura)

Era il 19 marzo 1957. Una data passata nella storia di Ronchi dei Legionari. Allora, infatti, veniva inaugurata, in via San Lorenzo, la “Casa del lavoratore”, che ancora oggi è il “quartier generale” del circolo delle Acli dedicato al sociologo veneto Giuseppe Toniolo. La struttura, allora come oggi, ospita anche il bar. Esercizio pubblico che, nelle scorse ore, è passato di mano. Da Mattia Tuni, che lo ha gestito per 11 anni, a una vecchia conoscenza del commercio ronchese, quel Giovanni Bertossi che, con l’inaugurazione del suo “Il Circolo”, è tornato a casa.

Bertossi, 61 anni a dicembre, ha iniziato la sua lunga “carriera” sin da giovanissimo. Dapprima, a fianco della mamma Miretta, nella torrefazione di largo Petrarca, quindi con il celeberrimo Central Bar di via Roma e, dal 2000, nella sua seconda “casa” che è stata il GM Pub. Dopo una parentesi a Grado, Bertossi torna a Ronchi dei Legionari con la sua nuova avventura, affiancato da 4 collaboratori.

 

«Quando cambia il gestore di un bar, qualcuno pensa che cambi solo chi sta dietro al bancone. In realtà - ha detto il sindaco Mauro Benvenuto - cambia molto di più. Cambia il volto che ci accoglie al mattino, la voce che ascolta i racconti della giornata, il luogo dove una comunità continua a ritrovarsi. Non inauguriamo semplicemente una nuova gestione: rinnoviamo un pezzo della vita della città. Al nuovo gestore va l’augurio di trovare qui non solo clienti, ma persone con cui costruire rapporti veri. Il ritorno apprezzato di Giovanni - ha concluso - conferma la fiducia nella nostra città».

Accanto al primo cittadino altri esponenti della giunta comunale e l’assessore alle attività produttive, Gianpaolo Martinelli. «Dopo 11 anni della precedente gestione – sono state le parole del presidente delle Acli, Franco Miniussi –, si rinnova il progetto con l’arrivo di Giovanni, che vanta 40 anni di esperienza nella ristorazione in tutta la provincia. Un grazie va anche al precedente gestore, Mattia, con l’augurio che, tutti insieme, riescano a fare qualcosa di positivo per la nostra comunità». Bertossi è stato anche presidente della Pro Loco e dirigente dell’As Ronchi calcio. «Non posso che essere felice di tornare – ha espresso – e tra le novità abbiamo pensato di organizzare grandi eventi a tema durante tutto l’anno. Il nostro obiettivo sarà quello di creare nuovamente un rapporto diretto e positivo con tutta la clientela che verrà a trovarci».

Il bar, come detto, è legatissimo alla “Casa del lavoratore”. L’idea sorge nel 1950 e prende il via con un primo scavo nella primavera del 1951, per arrivare, nel periodo delle ferie del ferragosto 1953, al getto delle fondamenta, seguito, questa volta, dall’incoraggiamento del nuovo parroco, don Mario Virgulin, arrivato nel 1952 a sostituire don Falzari. La casa venne inaugurata il 19 marzo 1957 nel traguardo del nono anno di presenza del circolo Acli, nato il 19 febbraio 1948.

L’edificio del civico 3 fu inaugurato alla presenza di molti cittadini e molte autorità, a partire dall’allora sindaco della città Giovanni Miniussi. Fu il presidente nazionale delle Acli, Livio Labor, a tagliare il nastro tricolore, al quale fece seguito la benedizione da parte dell’allora arcivescovo di Gorizia, monsignor Giacinto Ambrosi, affiancato dal parroco, monsignor Mario Virgulin. A intervenire è stato anche il parroco di San Lorenzo. «Accogliamo con piacere questa nuova gestione - ha detto monsignor Ignazio Sudoso - e auguriamo di poter valorizzare al meglio questo luogo e tutte le sue potenzialità. Siamo certi che, nel contesto parrocchiale in cui si inserisce, grazie alla sua competenza e umanità, Giovanni saprà rendere questo spazio un punto dedicato all’accoglienza e alla condivisione, dove trascorrere tanti momenti di convivialità».

Alla conduzione del bar, nato come mescita di natura privata, pertanto riservato ai soci, dal primo gestore, che è stato il socio Antonio Visintin assieme alla figlia Mariucci, si sono alternati nel corso degli anni tanti altri soci. Nel 1983, durante la gestione di Livio Storni e della figlia Serena, grazie a una deroga del piano regionale del commercio, l’esercizio diventò pubblico e fu gestito per oltre dieci anni dai noti fratelli Dario e Italo Gon. Quindi, dunque, Mattia Tuni e ora Giovanni Bertossi. La storia continua.

 

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