Il delfino Elizabeth torna a Miramare
Lo splendido esemplare si è esibito in tuffi ed evoluzione a pochi metri dalla spiaggia conquistando l’attenzione di ricercatori e biologi
TRIESTE. Chi si rivede, Elisabeth, il delfino comune (Delphis delphis)che da oltre un anno ha preso dimora davanti alle nostre coste, sembra aver definitivamente abbandonato l’ambiente chiassoso del bacino industriale della Fincantieri per trasferirsi nelle acque più tranquille e balneari di Miramare e Barcola. Così, dopo un breve periodo di latitanza, ieri mattina Eilsabeth ha dato spettacolo proprio nelle acque davanti Miramare. Grandi salti e, per non farsi mancare niente, si è messa anche a giocare con una medusa, una grossa Rhizostoma pulmo, o polmone di mare. L’ha presa fra le pinne, se l’è messa sulla pancia, e ci ha giocato come una pallavolista, sballottando la povera medusa di qua e di là. Un comportamento che ha pochi precedenti, e che ha stupito ricercatori e biologi.
Assente invece il cucciolo di Elisabeth, il piccolo delfino osservato e fotografato quando madre e figlio erano arrivati a Monfalcone dalle limpide acque della Grecia nel maggio del 2010, e che da qualche mese purtroppo non si vede più. «Dalle nostre osservazioni - spiega Saul Ciriaco dell’Area marina protetta di Miramare - sembra che ormai Elisabeth abbia lasciato la baia di Panzano e i bacini industriali per preferire le acque fra Miramare e Barcola».
Ieri mattina dopo una sgenalazione dei carabinieri (le forze dell’ordine collaborano attivamente con i biologi della riserva marina anche nell’osservazione della fauna in mare) Saul Ciriaco, assieme a Milena Tempesta e Karin Schlappa, ha raggiunto in barca la zona dove c’era Elisabeth riuscendo a realizzare fotografie e immagini video che poi saranno analizzate e studiate nell’ambito dei monitoraggi che da oltre un anno i biologi di Miramare effettuano sull’anomala presenza di Elisabeth. «Considerato che il delfino è stanziale - dice ancora Saul Ciriaco - per non disturbarlo raccomandiamo i diportisti, in caso di avvistamento, di non avvicinarsi e di mantenersi a una distanza di almeno duecento metri seguendo una rotta parallela a quella del delfino».
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