Nuovo multipiano a Gorizia, il Comune e l’Università di Trieste svelano il progetto

Nell’ex deposito tram ci saranno almeno 90 posti auto su 3 livelli. Il nuovo park dovrebbe essere consegnato alla città e ai tanti pendolari che usufruiscono della vicina stazione ferroviaria nel 2030

Marco Bisiach
Il plastico del nuovo progetto (Foto Tibaldi)
Il plastico del nuovo progetto (Foto Tibaldi)

Il nuovo park multipiano di piazzale Saba avrà un minimo di 90 stalli, si svilupperà su tre livelli e dovrebbe essere consegnato alla città e ai tanti pendolari che usufruiscono della vicina stazione ferroviaria nel 2030.

A svelare qualche dettaglio in più sul maxi progetto di riqualificazione dell’ex deposito dei tram in un infrastruttura di interscambio modale (di cui abbiamo già anticipato ieri la sostanza, e che viene sostenuto da un finanziamento regionale da 4.550.000 euro) è stata la conferenza che nella biblioteca del polo universitario di via Alviano ha visto intervenire l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio Cristina Amirante, la vicesindaco Chiara Gatta, i docenti dell’Università di Trieste Adriano Venudo, Luigi Di Dato e Thomas Bisiani, oltre al responsabile del servizio Lavori pubblici e infrastrutture del Comune Luca Mezzorana.

Gorizia, via a un nuovo multipiano nell’area dell’ex deposito tram
L'attuale parcheggio (foto Tibaldi)

La mostra

L’incontro è stato occasione per annunciare la mostra che dal 13 novembre (vernice alle 17) sarà visibile proprio nella biblioteca di via Alviano, e che racconterà il progetto di riqualificazione, accompagnata dalla pubblicazione «Masterplan 5. Riscritture tra infrastrutture, città e storia per l’ex deposito Tram di Gorizia» curata dai già citati docenti e dai loro colleghi Mariacristina D’Oria e Giovanni Fraziano. Pubblicato dalle Edizioni Università di Trieste, il volume è scaricabile liberamente anche dal sito della stessa casa editrice. Ieri è stato anche annunciato per il 17 dicembre un convegno che, ancora nel polo di via Alviano, tratterà i temi del recupero.

Il progetto è nato da una collaborazione tra Università di Trieste, Dipartimento di Ingegneria e Architettura e Comune di Gorizia per restituire alla città l’ex deposito dei tram, attraverso i fondi del bando regionale. Partendo da quello che è stato un percorso didattico dell’ateneo, si è arrivati a una proposta progettuale che poi è stata affidata al Comune.

Gli interventi

«Sappiamo che quando andiamo a trattare la trasformazione di un ambito urbano, le esperienze migliori sono quelle che partono dal racconto, dagli studi, dal coinvolgimento, dal fare appassionare la cittadinanza al futuro di un luogo che ha perso la sua funzione e ne troverà un'altra», ha spiegato l’assessore regionale Amirante, mentre la vicesindaco Gatta ha sottolineato la natura dell’università come un luogo aperto alla cittadinanza, e ricordato il suo radicamento nel territorio ormai consolidato.

Tornando al progetto, esso prevede essenzialmente due interventi. Da un lato il recupero – anche d’intesa con la soprintendenza – dell’ex deposito dei tram, in parte in chiave culturale, in parte in ottica di servizi. Qui ad esempio potranno esserci spazi di promozione, di esposizione ma anche di riferimento per viaggiatori, ciclisti e cicloturisti.

Sul lato di via Di Manzano si aprirà una sorte di piazzetta coperta, per la fruizione del pubblico, mentre alle spalle del vecchio deposito sorgerà il park multipiano. Solo il progetto definitivo ed esecutivo ne traccerà i contorni precisi, ma come detto si prevedono non meno di 90 stalli, disposti su tre piani.

Il Comune ha già aggiudicato i servizi tecnici per la progettazione, e quella di primo livello dovrebbe essere pronta entro giugno 2027. Alla fine dello stesso sarà definita la gara d’appalto, e si punta ad affidare entro la metà del 2028 i lavori, che richiederanno poi un anno e mezzo circa di cantiere.

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