Comune, un consulente per il web Ma l’incarico sparisce in poche ore

In una delibera la mansione da 24mila euro l’anno: imbarazzo in maggioranza, l’opposizione attacca Cosolini: già bloccato il documento, prima verificheremo se il lavoro possa essere affidato a Tcd
Lasorte Trieste 20/06/11 - Consiglio Comunale, Cosolini, Coloni, Menis, Patuanelli
Lasorte Trieste 20/06/11 - Consiglio Comunale, Cosolini, Coloni, Menis, Patuanelli

TRIESTE

Da internet a esternet, la mutazione non si è compiuta. La figura del consulente esterno assoldabile dal Comune per coltivare un nuovo dialogo via web tra palazzo e cittadini - prevista dalla delibera di ricognizione di bilancio approvata lunedì dalla giunta Cosolini - si è dissolta ieri per decisione dello stesso sindaco. Dissolta, sì, non senza però aver lasciato traccia. Anzi.

Il caso scoppia al mattino, quando la Seconda commissione del Consiglio comunale, competente in materia di bilancio, esamina davanti all’assessore Maurizio Consoli le carte di quella delibera in vista del voto decisivo dell’aula, in agenda mercoledì prossimo dopo che, al lunedì, sarà celebrato un secondo e ultimo passaggio in commissione.

Ebbene, tra i vari allegati - peraltro inoltrati via e-mail preventivamente, dopo il nulla osta della giunta, a tutti i consiglieri - non sfugge quello che integra la lista delle «attività istituzionali dell’ente realizzabili anche con incarico esterno». Le nuove figure cui l’amministrazione Cosolini ha pensato sono quattro. C’è quella per i «laboratori dei giovani artisti per il progetto Artefatto», che non fa male a nessuno. Ci sono poi quelle di un esperto su «risparmio energetico ed energie alternative al fine di favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili» e di uno studio legale che si esprima su un «procedimento di opera pubblica» (si legga a destra, ndr), che valgono rispettivamente 70mila euro in due anni e 5mila più Iva in botta unica. E c’è infine il consulente della discordia: il consulente facebook, da 24mila euro in un anno. Lo suggerisce l’area Servizi di segreteria generale, la cui delega, fra parentesi, non risulta in carico a nessun membro della giunta.

L’attività in questione è la «progettazione e amministrazione della comunità virtuale del Comune», con tanto di «analisi dei flussi di comunicazione e dei feedback al fine del monitoraggio del gradimento delle attività e del miglioramento degli strumenti di relazione con i cittadini». I requisiti richiesti? «Lauree in Lettere e filosofia, Sociologia o equipollenti», «documentata esperienza lavorativa nell’ambito dei social network» e «buona conoscenza dell’inglese».

Apriti cielo. L’opposizione s’infiamma e la maggioranza si raffredda (si legga sotto, ndr), Consoli durante la commissione giura che la giunta ha già pensato di emendare la sua stessa delibera, non convinta proprio di quel passaggio. Sono ore d’imbarazzo e fastidio, in casa centrosinistra. Finché, nel pomeriggio, è Cosolini in persona a tagliare la testa al... consulente, dando un finale al giallo di una giornata. «Stiamo parlando - dichiara il sindaco - di collaborazioni esterne possibili e consentite dalle normative vigenti. Le figure che dovessero dimostrarsi utili le selezioneremo con bandi pubblici e non con incarichi ad personam. Faremo così, anzitutto, per l’esperto di fonti rinnovabili, iniziando con un bando interno, per accertare se vi siano o meno figure di quel tipo già tra i dipendenti comunali, sennò andremo a cercare fuori». «Quanto alla consulenza per la comunità virtuale - arriva al sodo Cosolini - ricordo che nel mio programma c’era lo sviluppo della web democracy e che io stesso continuo a parlare con la gente sul mio proflo personale di facebook, senza gravare sul Comune. Comunque sono stato proprio io a chiedere all’assessore Consoli, ben prima della commissione di oggi (ieri, ndr), di congelare quella figura perché intendo prima verificare se tale servizio possa venir assicurato da Tcd, nell’ambito della convenzione, onerosa, in essere fino al 2025 con tale società. Non c’è nessun motivo di polemizzare. Sono stanco delle punzecchiature immotivate di ex consiglieri di maggioranza ed ex assessori autori di numerosi viaggi turistici, da Miami ad Abu Dhabi, di cui ho trovato le spese, ma non i risultati».

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