Piano regolatore, sì alle direttive «Sarà pronto in un anno e mezzo»

Edificabilità limitata al 50% nel centro. Gli assessori Omero e Marchigiani: «Salvaguardie essenziali» L’opposizione non vota: «Illegittima la firma di quel dirigente». La giunta: «Pregiudiziale strumentale»
Foto BRUNI TRieste 29 07 2011 Consiglio Comunale in diretta Streaming sul Web
Foto BRUNI TRieste 29 07 2011 Consiglio Comunale in diretta Streaming sul Web

di Fabio Dorigo

Manca solo la salvaguardia degli alberi di Natale (quella che forse avrebbe fatto cambiare idea a una parte dell’opposizione). Ma per il resto le direttive al Piano regolatore, approvate ieri alle prime luci dell’alba dal Consiglio comunale, contengono tutte le salvaguardie del mondo. A parere della maggioranza di centrosinistra, ovviamente. «Riqualificare di più, costruire di meno» è lo slogan coniato. L’opposizione di centrodestra, invece, convertitasi all’ambientalismo radicale, denuncia la cementificazione selvaggia del territorio.

I dettagli del provvedimento, in vigore da oggi, sono stati illustrati a mezzogiorno e mezzo dagli assessori all’Edilizia e lavori pubblici, Elena Marchigiani, e allo Sviluppo economico, Fabio Omero, alla presenza dei capigruppo di maggioranza. Per loro poche ore di sonno prima della conferenza stampa convocata al volo, ma tanta, tanta soddisfazione. Il sindaco Roberto Cosolini non si è fatto vedere. «A casa stanotte alle 5 per le direttive al Prg! Ma è un bel risveglio....» ha postato sul profilo Facebook. Il bel risveglio è dato dall’ufficializzazione dell’arrivo l’11 giugno a Trieste di Bruce Springsteen. Variante “The Boss”.

La soddisfazione della giunta e della maggioranza, invece, è quella di aver seppellito definitivamente la variante “emergenza” 118 voluta dall’ex sindaco Roberto Dipiazza. Variante “defunta” la definisce Mario Ravalico, presidente della Commissione urbanistica, nella sua orazione funebre. In realtà la 118 non è mai esistita. «Per fortuna» chiosa Marino Andolina, capogruppo della Federazione della sinistra. Le nuove direttive e le correlate clausole di salvaguardia, infatti, prevedono una serie di restrizioni alla nuova edificabilità in città rispetto a quanto previsto dalla vecchia e datata variante 66. Le restrizioni vanno dal 50% in meno del centro storico, dei borghi storici (Banne, Gropada e Padriciano), di altre zone protette o sensibili dell’area urbana e della zona costiero-turistica, al 25% di altre zone quali quelle della prima periferia e della periferia esterna della città. Sono esclusi da tali restrizioni gli interventi di edilizia residenziale pubblica. Una clausola di salvaguardia per l’Ater.

«Gli obiettivi - hanno spiegato gli assessori Marchigiani e Omero - puntano a riqualificare la città riordinando l’edificabilità senza annullarla». Un successo per la maggioranza. «In poco più di cinque mesi - hanno detto i capigruppo - siamo riusciti ad approvare le direttive e le salvaguardie del nuovo Prg con il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini e delle associazioni».

L’opposizione, invece, si è chiamata fuori: non ha partecipato al voto compatta per una questione di legittimità. In caso contrario il Movimento 5 Stelle si sarebbe astenuto. La pregiudiziale, presentata dal consigliere del Pdl Paolo Rovis, è legata alla firma delle direttive con le relative salvaguardie da parte di un dirigente comunale, l’architetto Marina Cassin, che non avrebbe titolo a farlo, ricoprendo attualmente la carica di direttore del servizio programmi complessi. E complessa ora rischia di diventare tutta la faccenda. Un pasticcio che, a giudizio dell’opposizione potrebbe invalidare l’atto amministrativo esposto al rischio di ricorsi e controricorsi. «Questione inesistente. Pregiudiziale strumentale» tagliano corto Omero e la Marchigiani. Sarà. «Il 3 agosto il sindaco ha affidato l’incarico all’architetto Cassin. Inoltre il nostro funzionarigramma non prevede incarichi di questo tipo» aggiunge l’assessore allo Sviluppo economico e ai neologismi. “Funzionarigramma” o no, la questione resta con l’architetto Ave Furlan, direttore del servizio di pianificazione urbana (voluta da Dipiazza che se l’era portata addirittura da Muggia), che mastica amaro. Ave Prg. E tanti saluti alle salvaguardie.

In realtà per il nuovo Prgc c’è da attendere. Prima di tutto dovrà essere individuato il professionista che lo redigerà. «Siccome le salvaguardie hanno una durata di due anni - spiega Omero - è verosimile che il nuovo Piano regolatore veda la luce prima di questo lasso di tempo. Diciamo entro un anno e mezzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo