Crollo, la Procura stringe il cerchio Oggi l’autopsia

L’ingegner Guglielmi, progettista del ponteggio Support Ground, ha nominato un suo perito
Foto BRUNI TRieste 15.12.2011 PalaTrieste:Fiori per Francesco Pinna
Foto BRUNI TRieste 15.12.2011 PalaTrieste:Fiori per Francesco Pinna

di Corrado Barbacini

Ore decisive per le indagini sul crollo al PalaTrieste che è costato la vita allo studente Francesco Pinna mentre stava lavorando nel cantiere per lo spettacolo di Jovanotti, e che ha provocato il ferimento di altre otto persone. Aveva appena 20 anni. Il Pm Matteo Tripani che conduce le indagini, ha definito ieri al termine di una riunione-fiume con i tecnici del servizio antinfortunistica dell’Azienda sanitaria gli ultimi aspetti riguardo all’individuazione delle presunte responsabilità penali. E già questa mattina i nomi degli eventuali responsabili della tragedia del PalaTrieste potrebbero essere essere iscritti nel registro degli indagati.

La falsariga sulla quale ha operato il pm Tripani è stata quella individuata nei giorni scorsi nell’ “informativa” della Squadra Mobile in cui era stata esaminata nei giorni scorsi la posizione di una decina di persone ritenute a vario titolo coinvolte nel collasso di quello che è stato definito il mostro. Organizzatori, progettisti, produttori, montatori e poi anche chi ha modificato le strutture per il concerto di Trieste. Lo stesso procuratore Michele Dalla Costa aveva infatti annunciato nelle scorse ore che «dobbiamo concludere presto e bene». In questo senso l’ingegner Franco Faggiotto spiega in una nota che la sua attività «non ha in nessun modo interessato il “ground support”, struttura oggetto del crollo che è stata progettata e calcolata da un altro tecnico». E in questa direzione si è già autonomamente mosso - prevenendo eventuali ipotesi d’accusa - l’ingegner Andrea Guglielmi che fa parte di un importante studio di Como. Porta la sua firma il progetto del “ground support” e cioè della maxistruttura sospesa che era stata montata per sostenere fari e luci. Un ponte enorme sostenuto da cinque colonne che è crollato come un castello di carte arrotolandosi su se stesso. Guglielmi si è rivolto al perito Leopoldo Comparin, titolare dello studio che per conto della procura di Venezia aveva effettuato una consulenza quando nel parco di San Giuliano a Mestre, il 15 giugno 2007, c’era stato il crollo delle torrette di amplificazione utilizzate per l’Heineken Jammin festival, a causa del quale erano rimasti feriti molti spettatori. «Un ponteggio - ha spiegato ieri Comparin - si può costruire in molti modi anche difformi al progetto originale. A Mestre erano state trovate svariate anomalie in questo senso. I progettisti usano un software di calcolo che non sbaglia perché si basa su algoritmi praticamente perfetti nella ripartizione dei pesi. C’è da aggiungere poi che nelle varie tappe dei concerti, proprio per situazioni logistiche particolari e diverse una dall’altra, i montaggi possono spesso essere difformi dal progetto originale». L’intenzione del pm Matteo Tripani è quello di disporre un accertamento tecnico non ripetibile, una sorta di maxiperizia alla quale potranno accedere, nei rispettivi ruoli, i consulenti nominati dagli indagati una volta che quest saranno stati individuati e definiti. Quanto tempo? Almeno tre mesi. È questo il periodo che in genere viene concesso ai tecnici incaricati come consulenti in procedimenti di questo tipo. Intanto è prevista per oggi l’esecuzione dell’autopsia sul corpo dello studente. A farla sarà il medico legale Fulvio Costantinides che è stato incaricato l’altro giorno dal pm Matteo Tripani.

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